Il Tirreno

Pisa

L’ordinanza antialcolici revocata dal Comune

di Daniele Benvenuti
L’ordinanza antialcolici revocata dal Comune

I ricorsi contro le multe e il fatto che il Tar abbia annullato un atto analogo hanno spinto l’amministrazione a ripensarci. La parola potrebbe passare al prefetto

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PISA. Il Comune ha revocato l’ordinanza che vieta la vendita per asporto di bevande alcoliche dopo le 21,15. La notizia era nell’aria da diversi giorni, dopo la richiesta ufficiale della Confesercenti, alla luce di alcuni ricorsi che l’associazione stava per presentare proprio contro le multe (fino a 1.000 euro) elevate ad attività del centro storico proprio in merito all’ordinanza contestata. Ricorsi che avevano un’altissima probabilità di essere accolti, visto che l’atto firmato dal sindaco Marco Filippeschi ricalcava quello del suo collega fiorentino Matteo Renzi, già bocciato dal Tar nel marzo scorso.

L’ordinanza revocata da Palazzo Gambacorti è la 18/10 del 31 gennaio scorso che appunto imponeva il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche su tutto il territorio comunale, dalle 21,15 alle 7 del giorno successivo; un divieto per gli esercizi di commercio al dettaglio con sede fissa e non per i bar, purché il consumo della bevanda alcolica avvenisse all’interno del locale. Provvedimento molto simile a quello emesso nel dicembre 2012 dal sindaco di Firenze e che il Tar avevano bocciato dopo pochissimi mesi a seguito di un ricorso degli operatori (con sentenza del marzo scorso). Tra le motivazioni addotte dai giudici amministrativi, l’impossibilità di vietare la vendita di alcolici basando il provvedimento con le norme sugli orari degli esercizi commerciali liberalizzati da Monti e, poi, la mancanza di criteri di urgenza tali da giustificare lo stop.

Le associazioni di categoria pisane, con Confesercenti in testa, avevano fatto presente che, con i precedenti fiorentini, ogni verbale elevato sulla base di questa ordinanza poteva andare incontro ad un annullamento. Quando poi nelle ultime settimane sono cominciate le sanzioni, nell’ambito dei controlli della movida, gli operatori si sono rivolti alle associazioni per presentare i ricorsi. In quel momento è stato chiaro che anche l’ordinanza pisana doveva essere rivista. Non a caso il comandante della polizia municipale Massimo Bortoluzzi, in occasione dell’incontro dei giorni scorsi in prefettura sulla movida, aveva ammesso: «In tanti hanno fatto ricorso. Da un lato c’è una legge sulla liberalizzazione che consente ai locali di stare aperti anche fino alle 9 del mattino. Dall’altro un’ordinanza che limita la vendita degli alcolici e su cui il Tar si è già pronunciato per Firenze in modo negativo. E questo non ci aiuta».

Con queste premesse la decisione di Palazzo Gambacorti di revocare l’ordinanza è apparsa un passaggio logico.

«Secondo noi i problemi dell’abuso di alcolici – ha commentato il presidente di Confesercenti, Antonio Veronese – va affrontato con una lotta serrata ai venditori abusivi e con il divieto di vendita ai minori. Divieto che gli esercenti rispettano. Comunque, siamo sempre disponibili a trovare forme di intervento per porre un argine all’abuso di alcolici e soprattutto alle degenerazioni che ne conseguono».

Adesso la questione potrebbe essere affrontata dal prefetto Francesco Tagliente con un provvedimento che, rispetto a quello del Comune, avrebbe un periodo temporale ben definito, così come ben definite sarebbero le zone interessate; paletti che hanno già consentito ad un atto firmato dal prefetto di Firenze di superare lo scoglio del ricorso al Tar. «Qualora ci sia la necessità - aveva detto nei giorni scorsi il prefetto - ho il potere di intervenire». Ricordando che su un’ordinanza del prefetto di Firenze il Tar si è già espresso, non accogliendo il ricorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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