Il Tirreno

Pisa

Bagni, investimenti con il freno tirato

di Lucia Maffei
Bagni, investimenti con il freno tirato

I timori causati dalla Bolkestein bloccano gli imprenditori del litorale, ma qualcuno che punta a migliorare gli impianti c’è

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TIRRENIA. Fare investimenti nei bagni del litorale? «Una pazzia di questi tempi, ma noi li abbiamo fatti lo stesso», annuncia al telefono Giovanni Lomi, titolare dello stabilimento di Tirrenia che porta il suo cognome. «Anche con la Bolkestein sulla testa». Bolkestein è la direttiva dell’Unione Europea che stabilisce la messa all’asta delle concessioni demaniali, comprese quelle degli stabilimenti balneari. Prorogata fino al 2020, pende come una spada di Damocle sui gestori dei bagni del litorale, che rischiano di investire dei soldi e poi perdere l’attività. Per questo molti balneari vanno cauti con le spese, ma si limitano a qualche «ritocco». Con alcune eccezioni.

«Quest’anno abbiamo comprato 350 ombrelloni nuovi da cento euro l’uno più Iva, fatti con una tela particolare color cocco che cambia colore al sole e che sul litorale toscano abbiamo solo noi», continua Lomi. La spesa totale? 35mila euro più l’imposta, che si aggiungono ai seimila sborsati per l’acquisto di una struttura gioco per i bambini, altra novità di questa estate. Una sorta di galeone dei pirati dove i pargoli fino a 12 anni, ovviamente clienti del Lomi, possono andare in altalena e arrampicarsi.

Un altro che non ha badato a spese è Enrico Fontani, titolare del bagno La Meloria, che dice di aver investito oltre un milione di euro per fare completamente nuovi il bar, le cabine e i bungalow. I lavori si sono conclusi nel 2008. «I bungalow in particolare, li abbiamo buttati giù e rifatti da zero – precisa – Per come erano prima, c’era da vergognarsi a darli in affitto».

La maggior parte dei balneari, però, non se la sente di aprire troppo il portafoglio con un futuro così incerto. E allora si tiene il bagno così com’è e, quanto a servizi ai clienti, va sul tradizionale: serate in spiaggia, animazione bambini, baby dance fino alle dieci di sera, tornei di briscola e biliardino. Qualcuno, come il bagno Laura di Tirrenia o il Gorgona di Marina, ha fatto quest’anno il passo avanti del wi-fi gratuito, il collegamento Internet per i clienti. Altri ancora adottano la strategia di rendere eccellente l’essenziale. «La nostra priorità è l’igiene», spiega Marco Cacciò, titolare del bagno Tritone. «Ci facciamo punto d’onore di pulire dove altri non puliscono, e i risultati si vedono: ci hanno detto che le nostre docce sono le più profumate del litorale».

Quanto all’intrattenimento, si affida a una ditta pisana che organizza il “quizzone” del sabato sera, pratica che sull’Adriatico ha avuto grande successo. Ma senza perdere il tocco caratteristico. «Ci piace pensare che i clienti percepiscano il bagno come una piccola Castagneto Carducci», rivela Cacciò. E per farlo gli accorgimenti adottati a costo zero sono stati, ad esempio, ribattezzare le stradine che portano alle cabine “Via dei Sassi” e “Via dei Fiori”.

Essere un’oasi di tranquillità è l’obiettivo anche del bagno Alma, che ad aperitivi e nottate privilegia il tavolo da ping pong, una biblioteca di 60 volumi e un’ampia scelta di giochi. Uno di questi è la scacchiera di 32 metri quadrati con le sagome dei pezzi ritagliate su compensato. «Investimenti recenti? Certo», risponde il titolare Aldo Ghelardi. «Noi qui investiamo tempo, tanto tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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