Toscana
La Luminara arriverà fino alla Torre
«Un tratto illuminato da Borgo al Duomo passando da piazza dei Cavalieri, anche per decongestionare i lungarni». In uno spettacolare video pescato su Vimeo tutte le fasi della luminara con la tecnica time-lapse
PISA. In attesa del verdetto dell’Unesco, la Luminara si prepara a sorprendere ancora: nel 2014 forse uscirà dalla cornice naturale dei lungarni e si snoderà anche fino alla Torre. Pisa ha intenzione di puntare sempre di più sulle manifestazioni storiche, che mischiano cultura, tradizione ed economia. L’assessore Federico Eligi, confermato (anche) con questa delega, lo dice apertamente.
Assessore, come proseguirà il suo lavoro sulle manifestazioni storiche? «Sulla strada tracciata e accelerando ancora. In questi anni abbiamo creato le condizioni per fare di Pisa un punto di riferimento nazionale».
L’apice è la candidatura della Luminara per l’inserimento tra i beni immateriali patrimonio dell’umanità… «E’ la prima volta che lo Stato italiano manda una manifestazione storica nel contesto mondiale Unesco. E’ già un risultato, indipendentemente dall’assegnazione o meno del riconoscimento. Ricordo che il Palio di Siena era stato respinto al mittente. Chiaro che ora ci speriamo».
A che punto siamo? «La procedura non è facile, stiamo perfezionando la pratica. A settembre la presenteremo al ministero dei Beni culturali, a ottobre sarà chiusa. Entro febbraio 2014 l’Italia dovrà indicare le priorità. Se saremo primi, il riconoscimento diventerà praticamente sicuro. Se saremo secondi, un po’ meno. Il meccanismo è questo».
Al di là del prestigio, l’inserimento della Luminara nell’elenco Unesco quali vantaggi porta? «Apre una serie di porte. La decisione viene presa a Parigi. Pensiamo alla curiosità internazionale che si scatenerebbe. Secondo: dal contesto nazionale si passerebbe subito a quello europeo. Compreso l’accesso a finanziamenti. Entreremmo in un ambito di elite».
VIDEO Da Vimeo le spettacolari immagini della Luminara in time-lapse
Luminara di Pisa - Timelapse from autorivari on Vimeo.
Promozione uguale anche Borsa delle manifestazioni storiche… «Un’iniziativa nazionale che si tiene a Pisa. Un luogo dove operatori del settore si scambiano domanda e offerta. Le manifestazioni storiche racchiudono cultura, turismo ed economia. Non vogliamo certo fermarci».
A cosa pensa? «E’ stata presentata da Pisa, con l’on. Realacci, una proposta di legge per istituire un registro nazionale delle manifestazioni. Chiediamo a Roma un aiuto, ma non in termini di soldi: semmai per favorire la loro promozione all’estero. Intanto vorremmo creare una rete delle principali città italiane sede di manifestazioni storiche. A partire da quelle delle Repubbliche Marinare».
Approfondiamo questa idea… «Tra ottobre e novembre vogliamo promuovere a Pisa un incontro con il ministro dei Beni culturali e la Regione. Ci lavorano Comune, Camera di Commercio e Confesercenti. La prima richiesta è proprio avere una legge nazionale, come accennavo. Anche in Regione non ci sono norme sulle manifestazioni storiche».
E’ vero che vorreste lanciare una Fiera delle manifestazione storiche, una sorta di Expo del settore? «Confermo. Anzi, questo coinvolgimento di ministero e Regione speriamo possa servire. Una fiera del genere, che non esiste in Italia, avrebbe per noi anche un grande ritorno economico. Ogni città o paese avrebbe la possibilità di presentare la propria manifestazione. Che deve avere caratteristiche precise, però».
Spieghiamo meglio… «Le manifestazioni funzionano se sono vive, non se sono fatte solo ad uso e consumo del turista, che peraltro di questo si accorge subito. Devono essere sentite e radicate in città, come le nostre. Che hanno avuto momenti di crisi, ma ora si sta assistendo a un evidente risveglio. E il bello è che si basano molto sul volontariato. Il Comune ci ha investito».
Riprendiamo il discorso sulla Luminara: gran successo di pubblico per l’ultima edizione, ma anche diverse polemiche sull’eccessiva spettacolarizzazione… «Il lavoro principale lo abbiamo fatto sulla biancheria: i lumini hanno passato quota 120mila, abbiamo coperto i lungarni fino a via del Borghetto e fino a dopo lo Scotto. In questo modo abbiamo violentato la tradizione o è stato un ritorno alla tradizione? Poi c’è lo spettacolo dei fuochi, che deve avere la capacità di cambiare per attirare, per andare oltre il rischio della ripetitività anche a vantaggio dei pisani che da anni conoscono la Luminara. Abbiamo inserito la musica, che è nella tradizione, come da documenti del Seicento».
Le critiche sono andate soprattutto sui troppi effetti speciali… «Siamo nel 2013, la tradizione va legata all’innovazione. La gente deve chiedersi: cosa faranno di diverso quest’anno?».
Per la prossima edizione cosa c’è in ballo? «Estendere la magia della Luminara oltre i lungarni: è opportuno un collegamento con Piazza dei Miracoli. Sarà anche un modo per valorizzare altri punti significativi della città. E per decongestionare i lungarni, favorendo una migliore mobilità e visione dello spettacolo».
In cosa consiste questo progetto? «Nell’aprire un percorso illuminato allo stesso modo che passi da Borgo, piazza dei Cavalieri, via dei Mille e dall’ultimo pezzo di via Santa Maria, fino alla Torre. Ci sarebbe poi un ulteriore sbocco».
Quale? «Almeno un tratto del camminamento in quota delle mura restaurate con i lumini. Sarebbe eccezionale. Ma questa, al momento, è solo un’idea. E non so se realizzabile. Per il resto siamo al lavoro».
Gioco del Ponte: soddisfatto del livello raggiunto? «Siamo riusciti a dare le palestre a tutti, abbiamo ritrovato sintonia con la città, l’interesse popolare è quello che conta. L’orario serale ha favorito una maggiore affluenza di pubblico. Ora dobbiamo lavorare sui punti deboli. Il Gioco ha anzitutto un limite: la distanza tra la gente e il ponte, riuscire a vedere le facce dei combattenti, gli sforzi, i movimenti del carrello. Altrimenti c’è la televisione, pure importante, e non la presenza sui lungarni».
Cosa si può fare? «Sfruttare le tecnologie per consentire alla gente sulle tribunette di vedere anche i dettagli. L’intenzione è quella di montare dei monitor, oltre ai maxischermi, nelle vicinanze degli spalti. Quest’anno i 4.500 posti sono stati riempiti perché richiesti. Aumenteremo i posti, dando la possibilità quasi di toccare con mano il Gioco».
Il Palio di San Ranieri? «Ha bisogno di essere rafforzato e ripensato. Non tanto in termini sportivi quanto di radicamento nei quartieri, di coinvolgimento dei giovani».
Si dice: estendere il Giugno Pisano, non concentrare tutto il meglio dell’offerta in un mese. Possibile? «In realtà già andiamo da marzo con il Capodanno Pisano, ricorrenza sempre più importante, a luglio con il Guerriero Pisano, altra manifestazione in crescita. E in aprile riceviamo la delegazione di Saint Tropez, con la quale abbiamo un Santo in comune, San Torpè, pisano. A maggio, nelle loro celebrazioni, ci sono le bandiere di Pisa in tutta Saint Tropez. Non è poco. Questo è un canale su cui dobbiamo lavorare».
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