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Pisa

Alcolici, riflessioni sull’orario di vendita

Alcolici, riflessioni sull’orario di vendita

Il Comune potrebbe sospendere l’ordinanza. Anche il prefetto sta valutando un intervento

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PISA. Il Comune sta valutando se sospendere o meno l’ordinanza che vieta la vendita per asporto di bevande alcoliche dopo le 21,15. Una questione sollevata giovedì dalla Confesercenti che aveva inviato una lettera al sindaco Marco Filippeschi in cui chiedeva la sospensione visti i ricorsi - dall’altissima probabilità di accoglimento - alle multe elevate in queste ultime settimane (1.000 euro) alle attività che vendevano alcolici dopo l’orario stabilito dall’ordinanza. L’atto pisano, infatti, ricalca quello del sindaco di Firenze Matteo Renzi già bocciato dal Tar nel marzo scorso. Lo stesso comandante della polizia municipale Massimo Bortoluzzi, in occasione dell’incontro di giovedì in prefettura sulla movida, aveva ammesso: «In tanti hanno fatto ricorso. Da un lato c’è una legge sulla liberalizzazione che consente ai locali di stare aperti anche fino alle 9 del mattino. Dall’altro un’ordinanza che limita la vendita degli alcolici e sulla quale il Tar si è già pronunciato per Firenze in modo negativo. E questo non ci aiuta».

Su questa vicenda massima attenzione da parte del prefetto Francesco Tagliente, che ha l’autorità di intervenire con una propria ordinanza nel caso ne verificasse la necessità. Provvedimento che, rispetto a quello del Comune, avrebbe un periodo temporale ben definito, così come ben definite sarebbero le zone interessate. »Qualora ci sia la necessità - ci ha detto il prefetto - ho il potere di intervenire. Ricordando che su un’ordinanza del prefetto di Firenze il Tar si è già espresso, non accogliendo il ricorso».

Intanto anche Confcommercio torna a puntare il dito sui venditori abusivi di alcolici. «La battaglia decisiva è contro gli abusivi. Per questo consideriamo un grave errore equiparare il contrasto alla vendita illegale rispetto a quello verso i pubblici esercizi regolari - dicono da Confcommercio -. Comprendiamo che per le autorità di controllo sia molto più facile ispezionare un normale pubblico esercizio rispetto a persone e gruppi pronti a scappare».

Poi una provocazione di Massimo Rutinelli, presidente area centro storico di Confcommercio: «Proviamo a chiudere una sera i locali del centro, una serrata notturna; così tutti potrebbero toccare con mano da quali personaggi sarebbe gestita la città».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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