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Pisa

CONSIGLIO COMUNALE TRAnquillo

Schierate più forze dell’ordine che manifestanti No Tav

PISA. Lo schieramento di forze dell’ordine (una cinquantina tra vigili urbani, digos e carabinieri) è stato superfluo: ieri pomeriggio erano solo una ventina i No Tav raccolti sotto la sede del...

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PISA. Lo schieramento di forze dell’ordine (una cinquantina tra vigili urbani, digos e carabinieri) è stato superfluo: ieri pomeriggio erano solo una ventina i No Tav raccolti sotto la sede del Comune a palazzo Gambacorti e non hanno mai tentato di salire in sala Regia per la seduta del consiglio comunale, come al contrario era successo il giovedì precedente.

Gli attivisti si sono limitati a convocare una conferenza stampa per presentare un appello di solidarietà verso Marta Camposano, la pisana di 33 anni denunciata in val di Susa per resistenza a pubblico ufficiale. Marta Calamia a nome del comitato ha detto che l’appello, inizialmente era aperto alle sole donne, ha raggiunto 430 adesioni (compresi gli uomini) e 47 sottoscrizioni da parte di associazioni locali e no: «Serve a far sentire a Marta che non è sola, la tipica situazione di chi subisce violenza». Infatti Camposano ha presentato un esposto in Procura di Torino per presunte violenze anche sessuali («Sono stata picchiata e toccata nelle parti intime») e una querela per diffamazione contro il senatore del Pd Stefano Esposito, il quale su diversi social network in pratica ha detto che i No Tav se la sono cercata. Valeria Camilloni dei No Tav pisani ha ricordato anche un’altra iniziativa: la comunità facebook “Se non con Marta quando? Se toccano una toccano tutte”, in cui sono state raccolte quasi 500 foto di persone che si immortalano con il titolo della pagina virtuale. La giovane ha incalzato: «Noi ci mettiamo la faccia, mentre non conosciamo nemmeno il numero di matricola degli agenti che avrebbero messo le mani nelle mutande».

Va detto che la Procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti per violenza sessuale. I No Tav sono tornati sul blitz in consiglio del 25 luglio: «Abbiamo concordato per 4 ore un testo di mediazione e poi il Pd ha votato di non votare, come ha chiesto il Pdl. Oggi (ieri per chi legge, ndr) non andremo in consiglio e se lo votano saremo contenti, ma era necessario farlo una settimana fa, per mandare un segnale a Marta che sarebbe stata interrogata dai pm proprio il giorno dopo». Infine i No Tav hanno spiegato «perché anche dei pisani siano contro il treno in Val di Susa: oltre all’inutilità e alla devastazione dell’opera, resta il fatto che saranno spesi 21 miliardi e ci sembra inopportuno in un momento di crisi come questo. Con quei soldi si potevano fare molte più cose».

In consiglio approvata la mozione di solidarietà per la Misericordia proposta da Simonetta Ghezzani (Sel).

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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