Il Tirreno

Pisa

le reazioni

«Prima tuteliamo i lavoratori»

«Prima tuteliamo i lavoratori»

Mazza (Cgil): prolungare gli stagionali in attesa delle nuove lezioni

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Non so se il Ctt chiederà i danni al consorzio che ha organizzato i corsi che a sua volta si potrà rivalere sull’istruttore senza requisiti. Di sicuro i lavoratori non dovranno rimetterci neanche un euro».

Antonio Mazza, segretario provinciale della Filt-Cgil, fissa un paletto da difendere a oltranza nella vicenda degli autisti - almeno 150 in provincia, di cui una novantina del Ctt - a cui è stata annullata l’abilitazione della carta di qualificazione del conducente perché il docente dei corsi, dipendente Clap in aspettativa proprio per tenere le lezioni, non aveva i requisiti di legge per insegnare.

Si tratta di un documento, da aggiornare ogni cinque anni e che si aggiunge alla patente, obbligatorio per chi si mette al volante di mezzi che trasportano cose o persone.

L’inchiesta della polizia stradale di Pisa è ancora aperta e punta a definire eventuali responsabilità per i corsi beffa alla base dei quali c’è almeno una’autocertificazione non veritiera. Quella del docente che aveva sostenuto di aver insegnato almeno per tre anni nell’ultimo quinquennio. Le valutazioni degli investigatori riguardano i possibili profili penali per il reato di falso. C’è poi la parte del risarcimento dei danni che avrà uno scenario tutt’ altro che secondario.

«Per quanto ci riguarda l’offerta e l’organizzazione del Camp - Consorzio autoscuole mezzi pesanti - era corretta e vantaggiosa a livello economico – dichiara il sindacalista –. In un capannone di Ospedaletto i corsi sono stati tenuti negli orari concordati con gli autisti per non pregiudicarne i turni al lavoro. Aule ampie, monitor. Tutto a posto. Poi dall’azienda ci hanno detto dei corsi annullati per via dell’istruttore non regolare. E ora stiamo cercando di capire come poter risolvere questo guaio. Non escludo che possa venire coinvolto anche il prefetto».

Il problema adesso è quello dei costi e dei tempi. Se per il pagamento delle lezioni vecchie e di quelle nuove, l’onere sarà a carico del Ctt, i padroncini privati dovranno versare altri soldi salvo poi imbarcarsi in cause legali per recuperare quanto già pagato per il primo corso.

«C’è una data entro la quali dovranno essere ripetuti i corsi – spiega Mazza -. È il 9 settembre. Scadono i cinque anni di validità dalla prima introduzione della cqc. E dobbiamo pensare che ripartono anche le scuole. Per fare i corsi - in tutto sono 35 ore - bastano due settimane. Pagherà l’azienda, ovviamente. Ma riflettiamo ancora su un altro aspetto. Tanti autisti sono in ferie. Se non riuscissero a ottenere l’abilitazione entro il 9 settembre sarebbe un problema serio. Come sindacato proponiamo che siano prorogati i contratti a termine oltre quella data per consentire con i giusti tempi ai conducenti di ruolo di frequentare i corsi per la carta di qualificazione del conducente».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore