Dateci il campo e torneremo a vivere
I residenti, esasperati da spacciatori e malviventi, chiedono la concessione dell’area degradata per farne orti e zona pic-nic
PISA. «Dateci il terreno gratis e ve lo teniamo pulito e sicuro»: è un misto tra grido di dolore e “proposta indecente” che lancia una quindicina di abitanti di Riglione. Le famiglie vivono sulla golena, in un’area che la Provincia mette a gara per la concessione e nessuno vuole; così, col tempo, le erbacce sono cresciute e quel luogo è diventato rifugio per delinquenti: si sono registrati scippi, molestie e tanti altri episodi di degrado. Non era meglio quando c’erano gli orti familiari? A quell’epoca vogliono tornare i residenti, che per il momento non intendono costituirsi in comitato, ma accettano eventuali adesioni dei vicini. La zona in questione è un lotto (esteso per 4.390 metri quadri) di quella che è classificata “area del demanio idrico nel comune di Pisa”: va dal ponte delle Bocchette al parco giochi di Riglione. L’ultimo bando andato deserto è del 24 giugno di quest’anno: la Provincia aveva fissato una base d’asta di 2.972,39 euro annui e consentiva per 12 anni un uso legato ad attività produttive; ma c’era il vincolo di interrompere ogni lavoro durante i sei mesi invernali a causa del pericolo di piena (e conseguente rischio di perdere ogni manufatto installato sul sito).
Poco allettante, non a caso la stessa sorte era toccata all’asta del 30 luglio 2012; mentre il successivo 6 settembre il lotto sembrava aggiudicato all’impresa individuale “Palladino Giancarlo” che poi ha rinunciato.
I residenti sono stati costretti a montare grate e inferriate davanti alle proprie case, per proteggersi dalla microcriminalità che è esplosa da quando il canneto è alto quattro metri; ironia della sorte, dopo casuali ispezioni del Comune, gli abitanti sono stati invitati a rimuovere le strutture, perché costituiscono abusi edilizi non condonabili. I cittadini hanno risposto che a loro piacerebbe moltissimo togliere quelle protezioni, ma a quel punto qualcun altro deve garantire loro la sicurezza. Ecco dunque l’idea: «Puliamo noi, ci torniamo a fare piccole coltivazioni o area di socializzazione/barbecue. E mettiamo al massimo panche di legno non fissate a terra, in modo che se arriva la piena se le porti via senza ostacolare il deflusso dei detriti». Lo dice Roberto Castelli, uno dei residenti, che aggiunge: «Non chiediamo soldi e non ne paghiamo; ci impegniamo ad andarcene appena l’area è assegnata regolarmente con un bando».
In realtà, sia lui che altri due vicini ad aprile avevano protocollato in Provincia tre domande per la richiesta di concessione di parte dell’area di demanio idrico per uso residenziale/ludico ed erano disposti a pagare 30 euro l’uno, più o meno quanto versavano ai tempi degli orti. Infatti, prima che il lotto fosse messo a gara, esso era ulteriormente suddiviso in mini lotti, tanti quanti gli immobili che si affacciano sulla golena; ora solo alcuni si sono “coalizzati” per tornare al passato, ma stanno cercando adesioni al progetto, che resta in piedi anche se non dovesse aggiungersi nessuno. Le tre domande sono state respinte perché non compatibili con l’uso produttivo. Ma oggi l’assessore provinciale all’ambiente, Valter Picchi, si dice possibilista: non esclude niente e non promette niente, ma ha avviato con i tecnici e i funzionari uno studio di fattibilità per trovare i nullaosta legali che consentano di accontentare i cittadini senza compromettere i futuri bandi sull’area.
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