Toscana
I consiglieri stanno stretti la Sala Baleari resta chiusa
Garzella (Pdl): «L’attuale stanza delle sedute è angusta e in quella storica il restauro è fermo». L’assessore Serfogli: i lavori ripartono tra un mese
PISA. Se nella Sala Regia, attuale sede del consiglio comunale, è difficile muovere un passo, nella Sala delle Baleari, storicamente adibita ad accogliere le assemblee, si sta molto larghi: completamente vuota e, in apparenza, senza l’ombra di un cantiere. I lavori di restauro della “sala più bella della città” sono iniziati nel 2011, ma ancora non è stata riaperta. «Perché il consiglio deve soffrire in un ambiente non idoneo quando la Sala delle Baleari è pronta da mesi?», è l’interrogazione presentata da Giovanni Garzella e Mirella Bronzini, consiglieri del Pdl.
«La Sala Regia è piccola e ristretta - spiega Garzella - non in grado di ospitare un numero cospicuo di persone. La Sala delle Baleari, restaurata, è invece molto spaziosa e, tra l’altro, non c’è nemmeno l’ombra di un cantiere, nessuno ci lavora ed è vuota. Perché allora non riaprirla?».
L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli risponde che in realtà i lavori non sono finiti e che «saranno riattivati alla fine di agosto, per terminare a fine anno». Ma cosa manca? «Resta da completare - spiega l’assessore - il restauro del terzo affresco e alcune parti delle pareti della Sala Rossa, oltre all’impianto elettrico. Occorre inoltre finire il restauro e ricollocare gli arredi».
I primi lavori di restauro erano iniziati nel febbraio 2011 con un finanziamento di 270mila euro della Fondazione Pisa: in questa prima tranche sono stati restaurati il cassettonato ligneo settecentesco del soffitto, i dipinti “L’impresa delle Baleari”, “La Riconquista di Sardegna”, “L’omaggio a San Ranieri”, gli stucchi, la volta e il pavimento.
La seconda tranche di interventi ha riguardato la realizzazione degli impianti elettrico, di riscaldamento e di condizionamento: avvio a marzo, spesa di circa 300mila euro (a carico del Comune). La terza tranche, quella che risulta interrotta, interessa il completamento dei restauri finanziato dalla Fondazione Pisa con 170mila: è stato finito il restauro del dipinto “La presa di Gerusalemme”.
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