Sicurezza
Bancarelle, uno spiraglio per l’area del Santa Chiara
Gli ambulanti: l’Azienda ospedaliera sembra orientata ad una vendita per lotti e noi siamo pronti a costituire un consorzio per sostenere il sacrificio economico
PISA. «Confermiamo e garantiamo la nostra volontà di effettuare spontaneamente il trasferimento temporaneo dei banchi, a condizione che ci venga comunicato il termine iniziale e finale dei lavori appaltati; avendo altresì la garanzia che al termine dell’intervento i nostri banchi, nel modo e nella forma che sarà concordata in attesa della soluzione definitiva da noi sempre auspicata, siano riposizionati nell’attuale collocazione».
Questa, ancora una volta, la posizione dei bancarellai di Piazza dei Miracoli in merito all’ormai imminente trasferimento in via Pietrasantina. Posizione messa nero su bianco in una lettera (firmata anche da Confesercenti e Confcommercio) inviata a sindaco, prefetto, Opera Primaziale, Azienda ospedaliera. Ma anche illustrata di persona ieri in un incontro con Ledo Gori, capo di gabinetto del presidente della Regione Enrico Rossi, e l’ingegner Rinaldo Giambastiani, dirigente area tecnica dell’Aop.
Incontro che si è concentrato sull’area dell’ospedale ed in particolare sulla proposta degli ambulanti, ancora sul tavolo, di acquistare l’Umi 1; ossia l’unità minima di intervento del Santa Chiara per la quale vige la destinazione a fini commerciali. «L’Azienda ospedaliera sembra indirizzarsi verso una vendita a lotti dell’area dell’ospedale - spiegano Gianmarco Boni e Stefano Perini, coordinatori della commissione di mercato del Duomo - mettendo da parte l’ipotesi di una vendita unica. Questa è sicuramente un’ottima notizia, visto che riapre le porte al progetto di acquisto dell’area dove trasferire le nostre attività in maniera definitiva. Un sacrificio economico che, da sempre, abbiamo dichiarato di voler compiere; ovviamente attraverso la costituzione di un consorzio e l’aiuto delle nostre associazioni di categoria».
Boni e Perini ritengono che questo passaggio possa riaprire anche il confronto con il Comune. «Nell’ordinanza del 30 aprile 2012 - insistono - era scritto che il nostro progetto di acquisto di una parte del Santa Chiara era irricevibile vista la volontà dell’Aop di una vendita unica. Adesso le cose sembrano cambiate. Da qui una nuova richiesta all’amministrazione comunale per concordare il trasferimento per il tempo necessario dei lavori al Museo delle Sinopie, garantendo poi il ritorno in Piazza dei Miracoli come dice la sentenza del Consiglio di Stato».
Intanto la questione bancarelle è stata al centro di una riunione della prima commissione urbanistica (alla presenza anche dell’assessore Davide Gay e del dirigente Dario Franchini). «Era giusto che la commissione da poco insediata - spiega il presidente Juri Dell’Omodarme - prendesse conoscenza della vicenda. Ribadendo la volontà di una soluzione condivisa, che deve tenere conto degli interessi dei vari soggetti coinvolti».
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