Il Tirreno

Pisa

Affitti al nero e gli studenti stanno zitti

di Mary Gianfreda
Affitti al nero e gli studenti stanno zitti

Solo dieci universitari in un anno hanno sfruttato l’assistenza legale gratuita per denunciare i contratti irregolari

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PISA. Centinaia di studenti, soprattutto matricole, in cerca di un affitto. Si rivolgono alle agenzie, vanno scuriosando fra le bacheche dei dipartimenti, passano la voce. Ma alla fine il risultato è quasi sempre il solito: affitto sì, ma al nero.

Eppure, l’Unione inquilini di Pisa e la Regione Toscana avevano firmato una convenzione per un’assistenza legale gratuita agli studenti che volessero denunciare gli affitti regolari. Bella iniziativa, ma risultati magri: soltanto dieci gli studenti - in un anno - che hanno trovato il coraggio di puntare l’indice contro chi intascava l’affitto senza registrarlo.

La convenzione è partita nel giugno 2012 ed è formalmente scaduta il 25 giugno scorso. Si sta cercando di ottenere una proroga almeno semestrale, in vista dei due casi rimasti in sospeso e di altri eventuali ragazzi che presenteranno richiesta. Il progetto è stato pubblicizzato a lungo tra le varie associazioni e anche presso le sedi del Dsu. All’inizio, sono stati una cinquantina gli studenti che si sono voluti informare, ma il numero è lentamente diminuito fino a quando sono rimasti in dieci.

La possibilità, riservata ai giovani tra i 18 e i 30 anni, era quella di contestare in maniera del tutto gratuita i contratti in nero e tutte le violazioni alle vigenti leggi in materia abitativa, coperti da un'assistenza legale sempre gratuita. Tra coloro che hanno portato a termine la battaglia la maggior parte provenivano da Sardegna, Sicilia e Calabria.

«Pochi si sono dichiarati disposti ad approfittare concretamente del vantaggio economico», spiega Virgilio Barachini, presidente dell'Unione Inquilini di Pisa. Ma qual è il motivo per cui in tanti, la maggioranza, non ha poi voluto denunciare le irregolarità contrattuali?

«Motivazioni varie - risponde Barachini - come quella che i loro genitori non erano d'accordo, oppure che non vi era unanimità tra gli studenti inquilini di uno stesso alloggio per contestare il contratto al locatore, anche se senza spese a loro carico».

Abbiamo ascoltato una studentessa per capire qual è stata la strada che l’ha portava verso un contratto irregolare. Ecco l'esperienza di Cristina Trocin 25 anni studentessa di lingue, fuori sede a Pisa da qualche anno. Ha ricevuto una richiesta di contratto a nero in zona stadio: «Io e la mia amica abbiamo trovato questa casa attraverso l'agenzia, - racconta - quando ci è stato proposto il contratto in nero però abbiamo rifiutato e abbiamo ripiegato per un appartamento in via Cattaneo in cui una singola viene a costare 240 euro più spese, ma con contratto regolare».

Alla data di scadenza formale della convenzione annuale, è stato speso meno della metà dell'importo del fido concesso (20mila euro). Qualora il dipartimento della gioventù della Regione Toscana non conceda la proroga, si dovrà rinunciare alla metà del potenziale finanziamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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