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Strade bianche, il Parco farà una verifica

Strade bianche, il Parco farà una verifica

Allo studio la possibilità di usare le vie non asfaltate in pineta per evitare i gravi problemi di viabilità sul litorale

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TIRRENIA. Sul caso delle strade bianche da potere sfruttare per alleggerire la viabilità su Tirrenia e Marina quando un fiume di auto si riversa nelle località balneari, l’Ente Parco non ci sta a sentirsi dire di essere contrario «a prescindere».

Il presidente del Parco, Fabrizio Manfredi, ha più volte sottolineato che esclude una chiusura a priori sulle proposte per migliorare la viabilità sul litorale. Tanto è vero che «abbiamo la più ampia disponibilità - afferma il presidente Manfredi - a discutere dell’argomento e ad effettuare, con i nostri tecnici, opportuni sopralluoghi insieme agli uffici comunali, alle associazioni di categoria e a quelle ambientaliste, per verificare tutti gli eventuali pro e contro per un utilizzo eccezionale in futuro delle strade bianche». Tuttavia, il Parco precisa anche che «rinunciare però ad esprimere, com’è giusto che sia, le proprie perplessità e i propri dubbi in assenza di informazioni più precise e di un quadro ben definito significherebbe abdicare al proprio ruolo».

Le strade bianche al centro della polemica sono due: una che da Calambrone, all’altezza del teatro, entra in pineta e costeggia la rete di Camp Darby fino a sbucare in via della Bigattiera in prossimità del ristorante il Cacciatore; l’altra strada bianca parte da via della Bigattiera per arrivare fino a via Pisorno, esattamente dalla parte opposta dove termina l’altra strada bianca. Ambedue le vie non sono asfaltate, ma sono all’interno della pineta e in alcuni tratti invase dalla vegetazione. Il sindacato balneari della Confcommercio a più riprese ha chiesto l’apertura a senso unico di queste strade bianche nei giorni in cui la viabilità è in tilt e per andare al mare si creano lunghe code con inevitabili proteste. «Così perdiamo la clientela!», ha più volte tuonato Enrico Fontani, responsabile del sindacato. Una proposta contro cui si sono subito scagliati gli ambientalisti e che ha lasciato perplesso l’Ente Parco che mostra di essere disponibile a discutere «seppure demandando in ogni caso una presa di posizione definitiva sull’argomento - fa sapere la presidenza - a una necessaria valutazione di carattere ambientale più approfondita, in grado di definire i termini della questione e quindi valutare in che misura il progetto sia concretamente realizzabile e quanto esso sia rispettoso dell’ambiente».

Dal momento in cui Fabrizio Manfredi ha ricoperto l’incarico di presidente del Parco di San Rossore, Massaciuccoli, Migliarino ha sempre sostenuto di essere aperto al confronto e sottolineato che il Parco si colloca nel territorio con lo scopo di essere un volano dell’economia sostenibile «ma per il tema della mobilità del litorale - sostiene la presidenza - non si possono dare risposte affrettate, soprattutto se esso rappresenta una parte dei contenuti da affrontare nel tavolo tra Regione, Comune e Parco, già da tempo pianificato, e che lavorerà a pieno regime solo nei prossimi mesi.

È chiaro però che l’ipotesi di utilizzo delle strade bianche quale viabilità alternativa, sebbene solo a senso unico e limitatamente ai momenti di massimo afflusso deve essere studiata - è la conclusione - con maggiore attenzione, sensibilità e responsabilità anche sotto il profilo della viabilità e della sicurezza stradale, oltre che dal punto di vista della tutela ambientale, missione irrinunciabile dell’Ente Parco».

Giovanni Parlato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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