Attenzione
Oltre 2.600 arresti in quattro anni
Il comandante dei carabinieri Di Meglio: «Risultati lusinghieri»
PISA. Arrestate 2.624 persone e altre 15.434 denunciate alla magistratura. E poi 126.571 servizi di controllo del territorio e numerose proposte per l'applicazione di misure di prevenzione verso soggetti che, caratterizzati da una spiccata indole criminale, avrebbero potuto commettere gravi reati, pregiudizievoli per la sicurezza delle persone (33 per l'applicazione della sorveglianza speciale 351 per il foglio di via obbligatorio e 112 per l'avviso orale).
Sono alcuni dati del bilancio dei quattro anni in cui il colonnello Gioacchino Di Meglio ha guidato il comando provinciale dell’Arma dei carabinieri. Da domani prenderà servizio a Napoli e al suo posto arriverà il colonnello Andrea Brancadoro.
Il saluto. «In me, non posso nasconderlo, regna un senso di amarezza perché non è mai facile accomiatarsi da una città come Pisa, dalle sue istituzioni e la sua gente – afferma il colonnello Di Meglio –. Sono arrivato qui nel 2009 e fin da subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad una realtà ricca di significati, impegnativa e gratificante al tempo stesso. Una realtà vivace, propositiva ed intrigante, al centro della quale spicca il ruolo attivo della popolazione, sempre pronta ad offrire il proprio contributo alle istituzioni anche sotto il profilo della sicurezza. Una collaborazione sincera ed energica, talvolta anche critica ma sempre protesa al raggiungimento del bene comune, per il perseguimento degli interessi collettivi».
Cittadino vigile. Il cittadino, dunque, primo occhio vigile della città, primo interprete delle molteplici criticità urbane che caratterizzano i tempi moderni e, soprattutto, primo protagonista di quell'azione di contenimento dei fattori di rischio su cui si fonda l'azione preventiva garantita dalle forze di polizia e dall'apparato istituzionale nel suo complesso.
Risultati lusinghieri. «La gente, qui a Pisa, sente forte i concetti di comunità e sicurezza, sa che l'uno è il presupposto dell'altro e reclama a gran voce il proprio diritto a recitare un ruolo attivo nella tutela degli interessi primari, in primis quelli attinenti all'ordine sociale ed alla legalità – prosegue –. Un segno di grande civiltà, credetemi, forte e tangibile. Tutto questo ha permesso a noi carabinieri di Pisa di ottenere, anche in questi ultimi quattro anni, risultati estremamente lusinghieri sotto il profilo della prevenzione e della repressione dei reati».
Caso Ragusa. Non manca qualche rammarico: non essere riusciti, almeno fino a questo momento, a risolvere il caso Ragusa. «È per me motivo di grande amarezza ma, statene certi, i carabinieri di Pisa proseguiranno nelle investigazioni con la massima tenacia e convinzione, perché nessuno di noi si è rassegnato» sottolinea Di Meglio che conclude: «Mi porto dietro il calore della gente e la straordinaria compattezza delle istituzioni che governano la città con passione e coralità d'intenti. È stata proprio questa profonda condivisione degli obiettivi che in molte occasioni ha fatto la differenza. Per questo ringrazio, anche pubblicamente, tutti i vertici istituzionali con i quali ho avuto il piacere e l'onore di collaborare. La mia professione mi reca altrove ma questa città me la porterò sempre nel cuore. Ad majora, cari concittadini, per una città sempre più degna del suo nome nel mondo».
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