La manifestazione
Piazza Cavalieri, prove di dialogo
Spettacolo con gli studenti che spiegano al pubblico perché la notte popolano il centro
PISA. Sembrava dovesse essere la serata anti-movida. In realtà, c'è stato più un incontro, l’inizio di un dialogo, invece di uno scontro. La serata di spettacolo in piazza dei Cavalieri promossa dal Comitato dei residenti del quartiere Santa Maria, sostenuta dalla Prefettura e in collaborazione con la Croce Rossa, è stata interrotta da un gruppo di contestatori che hanno fatto incursione al momento dell'esibizione dell'attore Andrea Buscemi chiamato a recitare il 33° Canto dell'Inferno di Dante.
Lo spettacolo è iniziato intorno alle 23 e hanno visto avvicendarsi sul palco il gruppo di danza Myosotis Dans di Limite sull’Arno e l'attore romano Michele La Ginestra. Per un po' il gruppo di contestatori è rimasto in disparte, fischiando e disurbando un po' la manifestazione, poi, al momento dell'entrata sul palco dell'attore Buscemi è scattata l'incursione. I ragazzi si sono messi davanti al palco sventolando lo striscione "la piazza è di chi la vive" e hanno intonato dei cori. Cercando di minimizzare l'evento il presentatore, Gaetano Gennai, ha fatto comunque entrare Buscemi il quale ha provato a iniziare il suo show ma è stato più volte interrotto dai ragazzi che chiedevano di prendere la parola. Dopo alcuni minuti di scambio verbale tra i ragazzi e l’artista, Marianna Nardi, una delle manifestanti, è salita sul palco ed ha parlato alla platea dell'evento per porre l'accento sulle ragioni dei ragazzi che passano le serate nella piazza: «Non siamo venuti con l'intento di contestare il principio che sta alla base dei questo evento: quando si prova a proporre un'iniziativa culturale nelle piazze è sempre positivo - ha dichiarato al microfono la studentessa -. Prima di oggi però ci sono stati 10 giorni in cui il clima non è stato disteso: la vita notturna in piazza dei Cavalieri era militarizzata. Ne è stata fatta una questione di ordine pubblico quando invece non lo è: il problema è politico e si inserisce in un discorso ampio di progettazione di spazi sociali. L'evento in piazza non è un segnale negativo – ha concluso - però da questo si ricominci anche da settembre con un tavolo pubblico e aperto per riscrivere la situazione».
Durante l'incursione dei ragazzi un coro di "andate a casa" e “vergogna” è partito dal pubblico, forse le stesse parole di chi le avrebbe voluto dire a casa nelle notti insonni. I ragazzi hanno quindi lasciato il campo tornando a seguire l'evento dagli scalini della chiesa, ma non prima di aver appeso al palco lo striscione. Il trio acustico fiorentino i “Rabarbari” ha saputo rilassare gli animi con il loro pop jazzato. Il prefetto Tagliente si è dichiarato soddisfatto della manifestazione: «Abbiamo creato le condizioni affinché i rappresentanti degli studenti, dei residenti, delle istituzioni si incontrassero e parlassero. Ognuno ha espresso le proprie esigenze: è necessario parlare per mediare e far vivere decorosamente la notte. Bisogna far uscire tramite il dialogo la rabbia delle varie istanze. Il problema della movida – ha concluso - esiste in tutto il mondo e non c'è una ricetta per risolvere il problema, sicuramente non è possibile farlo attraverso gli strumenti di polizia».
L'evento si è concluso in maniera tranquilla intorno alle due con un bilancio di presenze di più di 300 persone. In prima fila, oltre al prefetto, erano presenti il vicesindaco Ghezzi, l'assessore Serfogli e Francesco Pozzi, coordinatore del Comitato dei residenti del quartiere di Santa Maria, il quale ha dichiarato: «Questo evento è stato un segnale per dire alla città che la piazza è anche nostra. È solo il primo evento e ne programmeremo altri. Siamo soddisfatti perché abbiamo fatto uscire dalle case i residenti che portavano con sé molta rabbia per queste occupazioni notturne».
L'iniziale attrito tra le due parti forse si è stemperato: la rappresentante dei ragazzi e il coordinatore del comitato hanno parlato a lungo dopo lo spettacolo forse per chiarire le proprie ragioni.
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