Il Tirreno

Pisa

Informazioni e segnaletica al risparmio

di Carlo Venturini

L’accoglienza per i visitatori soffre di scarse attenzioni, dai bagni pubblici alle strade nauseabonde

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PISA. Bagni pubblici aperti a singhiozzo, segnaletica inesistente anche per la Torre, ufficio informazioni turistiche con orario ridotto all’osso, vicoli del centro storico nauseabondi e negozi che fanno la pennichella fino alle 16,30. Pisa sembra accolga bene i turisti solo a giugno. Negli altri due mesi estivi l’accoglienza ha il sapore dell’arrangiatevi.

Bagni pubblici. Sono situati, per chi li scova, sotto le Logge di Banchi. E fanno un orario risicatissimo e cioè dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per il resto è un bell’arrangiarsi visto che anche molti bar di Corso Italia non hanno servizi igienici. Il restauro di quegli ambienti costò al Comune ben 240 milioni delle vecchie lire. Correva l’anno 2002. A questi se ne sono aggiunti altri 13mila pochi mesi fa. Già perché non hanno mai funzionato a pieno regime tra chiusure per adeguamenti e contratti con varie cooperative che scadevano. Morale della favola, i bagni di Logge di Banchi sono rimasti chiusi per tantissimo tempo ed erano e sono (in attesa di quelli di piazza delle Vettovaglie) gli unici servizi igienici di tutto il centro storico. «Non avere bagni pubblici o averli con un orario ridicolo non è degno di una città che vuole fare dell’accoglienza turistica, il suo fiore all’occhiello», dice Pino Staffa dell’associazione Babyconsumers.

Segnaletica per la Torre. Non c’è un solo pisano che non si sia sentito chiedere in vita sua: «Scusi, per arrivare alla Torre?». I principali asset pedonali che portano alla Torre dalla stazione non hanno segnaletica. Sia che si passi per Corso Italia che da via Crispi o via Mazzini. Percorsa questa ultima strada i turisti si guardano attorno chiedendosi e chiedendo: «E ora per la Torre?». I segnali stradali indicano a volte “La Torre”, a volte “Piazza del Duomo”, a volte “Piazza dei Miracoli”. Ai turisti la scelta.

Ufficio turistico. Quello principale è nel loggiato di piazza Vittorio Emanuele II. Fa un orario non proprio basato sulle esigenze dei flussi turistici visto che chiude già alle 16,30 e apre alle 9,30. Di treni in arrivo da Firenze nell’orario non compreso dall’apertura dell’ufficio ce ne sono a decine. Il servizio è di responsabilità della Provincia che non si sa ancora quale saranno le sue funzioni dopo la riforma. Il sito del Comune, dal canto suo, in maniera fin troppo ottimistica scrive che l’ufficio è aperto dalle 9 alle 19.

Vicoli nauseabondi. Non è una novità che siano praticabili solo dai “forti di stomaco”. E visto che di stomaco si sta parlando, questa volta a lamentarsi sono alcuni ristoratori e baristi. «Ho delle recensioni entusiastiche su Tripadvisor, ma in molti si lamentano del puzzo dei vicoli», dice un noto ristoratore di Sant’Antonio.

La pennichella dei negozianti. Sull’asse Corso Italia-Borgo Stretto molti negozi, soprattutto di abbigliamento, chiudono alle 13 e riaprono alle 16,30 per poi chiudere alle 19,30. La mattina in Corso Italia è raro vedere negozi già aperti prima delle 10. Eppure di turisti ce n’è, anche in piena crisi economica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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