La manifestazione
Via Cariola, intesa tra Comune e abitanti
Dal 2014 scatterà l’esproprio, alle famiglie una somma pari al valore della loro casa stimato dall’Agenzia delle entrate
PISA. Ci sono voluti tre governi e diversi anni in cui «è stato facile entrare in depressione» (copyright di Gina Giani, ad dell’aeroporto), ma ieri l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito ha ricevuto una delegazione degli abitanti di via Cariola che sono rimasti soddisfatti delle proposte e per la prima volta hanno sorriso.
Partirà allora nei primi mesi del 2014 la tanto attesa delocalizzazione degli inquilini che vivono con gli scarichi degli aerei in casa: i 44 appartamenti di via Cariola, appunto, saranno espropriati in modo bonario - cioè con il consenso dei proprietari - e abbattuti per far posto a parcheggi per i piccoli jet.
Basta un’immagine per far capire quanto sia andata bene: in mattinata era previsto un faticoso tavolo di lavoro con i rappresentanti del comitato “Basta aeroporto in casa” e alle 12,30 era fissata la conferenza stampa congiunta con gli stessi e l’assessore. Zambito si è presentata da sola, perché l’incontro era terminato con così largo anticipo che la delegazione se n’è andata via «contenta della bozza di progetto».
In pratica, ai proprietari sarà liquidata una somma frutto di una stima sugli immobili effettuata dall’Agenzia delle entrate: lo studio è stato finanziato da Sat, Società aeroporto toscano che gestisce lo scalo Galilei; e sempre ai proprietari sarà offerta la possibilità di «strappare un prezzo più basso sui progetti di edilizia convenzionata». Mentre per chi è in affitto e rientra nei parametri di reddito stabiliti dall’agenzia di edilizia residenziale pubblica, «sarà costruito un percorso nel prossimo bando per le case popolari, che sarà pubblicato a settembre».
In totale sono coinvolte una cinquantina di famiglie, comprese quelle che vivono in via Carrareccia. L’operazione costa 16 milioni e mezzo: 10 arrivano dal “decreto del fare”, che mercoledì ha avuto la fiducia alla Camera; 3 sono a carico della Sat; altri 3 li ha promessi il presidente della Regione Enrico Rossi; infine, 500mila euro sono dell’Aeronautica militare che nella zona interessata ha degli orti.
E proprio la definizione di “borgo agricolo interchiuso tra aeroporto e strada Fi-Pi-Li” rende l’idea di quanto siano cambiate le cose in questi anni. «L’aeroporto di Pisa nacque quasi per una sfida», racconta Giana Giani, ad di Sat; in quell’epoca le casette di via Cariola erano lontane dalla pista e gli aerei molto più rari e piccoli. Oggi «da un punto di vista umano e ambientale per le famiglie e da un punto di vista di sviluppo bloccato per noi, la situazione è di conflitto», fotografa Giani. L’accordo è arrivato in «un momento positivo e fortunato, con un premier pisano come Enrico Letta», evidenzia la manager, ma è stato altrettanto importante «farsi trovare pronti: Sat ha pagato esperti internazionali per preparare il piano e il Comune ha fatto l’indagine sociologica per censire il tipo di esigenze».
Un lavoro lungo, che a volte è andato a «battere contro un muro di gomma; ma abbiamo avuto la persistenza di attraversare tre ministri, tra cui il primo e l’ultimo si sono dimostrati più disponibili»; insomma Giani promuove Altero Matteoli e l’attuale Maurizio Lupi, ma preferisce non dare i voti a Corrado Passera. Concetto simile da Zambito: «I problemi si risolvono solo se si fa rete; l’obiettivo era la soddisfazione degli abitanti. Ringrazio tutti quelli che hanno seguito la vicenda».
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