Sicurezza
Non è di Roberta la traccia trovata nell’auto di Sara
Gli esami del Ris escludono l’appartenenza del reperto alla donna scomparsa Ma l’inchiesta non si ferma, nuove ricerche con il georadar nei cimiteri
PISA. Non è di Roberta Ragusa la traccia biologica rinvenuta su un tappetino della Ford Fiesta di Sara Calzolaio. La comunicazione proveniente dai Ris di Roma ha chiuso in modo definitivo il fronte delle possibili comparazioni genetiche aperto con i controlli sui tre veicoli setacciati nei giorni scorsi.
Niente Dna. Le aspettative degli investigatori sui risultati dei carabinieri delle investigazioni scientifiche sono state raffreddate dall’esito dei risultati dei laboratori romani. L’inchiesta sulla scomparsa dell’imprenditrice di Gello dovrà fare a meno della svolta attesa dai controlli e dalle campionature effettuate sulle auto di Sara Calzolaio e Valdemaro Logli e sul Fiorino in uso ad Antonio Logli, il marito indagato dal febbraio 2012 per omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Indagini al palo. Il responso del reparto investigazioni scientifiche di Roma non fa decollare le indagini che restano in una sorta di galleggiamento in un mare di indizi, ma senza prove schiaccianti. L’ultimo blitz a caccia di tracce di sangue e di qualunque altro appiglio che potesse guidare gli investigatori in un percorso a ritroso sulla presenza di Roberta nei mezzi ispezionati si è concluso con un sostanziale nulla di fatto.
Tracce labili. Sul Fiorino della Geste utilizzato da Logli fino al novembre 2011 poi fermato per un guasto, ma che, secondo l’accusa, l’elettricista sapeva come far ripartire, il materiale trovato era talmente infinitesimale che il Ris ha escluso qualsiasi tipo di estrapolazione genetica. È sul quel furgone che due testi, colleghi di lavoro di Antonio, hanno riferito al procuratore capo, Ugo Adinolfi e al sostituto, Aldo Mantovani di aver visto due fazzoletti sporchi di sangue tra il febbraio e il marzo 2012. Testimonianze che la scientifica non ha potuto confermare. Una traccia era stata isolata su un tappetino della Fiesta di Sara, la nuova compagna di Antonio dopo la sparizione della moglie.
Georadar nei cimiteri. Altri controlli con il georadar sono previsti oltre che sul Monte Serra anche in zone pianeggianti. Una particolare attenzione viene riservata ai cimiteri di San Giuliano e dei paesi confinanti per sondare i terreni utilizzati per scavi e tumulazioni.
Inchiesta e tempi. Nella prima settimana di agosto la Procura chiederà l’ennesima proroga delle indagini. Sono sei mesi più 45 giorni per la sosta estiva. In pratica l’inchiesta andrà chiusa entro la fine di marzo.
Gli indizi. Non compare sul tavolo dell’accusa la prova regina sulla presunta responsabilità del marito di Roberta. Ci sono due aspetti su cui la Procura rimarca le proprie convinzioni di colpevolezza di Antonio. Aver accolto in casa Sara dopo qualche settimana dalla scomparsa della moglie, segno, per gli inquirenti, della sicurezza di non vederla più tornare.
La simulazione. E, soprattutto, la simulazione dell’avvistamento la notte della sparizione (13 gennaio 2012) in via Gigli di cui ha parlato e messo a verbale nell’incidente probatorio Loris Gozi . Ammesso che Logli sapesse, attraverso la notifica di atti di indagine, l’indicazione della strada dove sarebbe stato visto dal supertestimone prima a mezzanotte e mezzo e poi intorno alle una litigare con una donna, per la Procura è un elemento a carico dell’indagato che quella prova di visibilità sia stata fatta nei punti esatti della via che non comparivano nei documenti. Se è sufficiente per sostenere un processo in Corte d’Assise e chiedere una condanna che può arrivare all’ergastolo è un passo su cui la Procura, in assenza del corpo della vittima, riflette da tempo.
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