Il Tirreno

Pisa

Il giardino interno della prefettura restituito alla città

di Marco Barabotti
Il giardino interno della prefettura restituito alla città

Conclusi i lavori di ristrutturazione voluti da Tagliente Potrà ospitare incontri, concerti e manifestazioni

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PISA. Il palazzo Mediceo, detto anche palazzo del Governo, oggi sede della prefettura, al termine dei lavori di ristrutturazione che hanno riguardato lo splendido giardino, diventa pubblico come era secoli fa e torna alla città. O meglio,se fino ad oggi i pisani l’hanno conosciuto e frequentato per il disbrigo di tutta una serie di pratiche, nel prossimo futuro sarà aperto anche nel suo grande spazio scoperto, di lato al palazzo, per visite, concerti, incontri e manifestazioni in generale.

Non solo, il prefetto Francesco Tagliente, a cui si deve questa iniziativa, ha intenzione anche di ricavare, sotto il porticato interno al palazzo, un auditorium, dotandolo di una lunga vetrata in modo da ammirare anche dall’interno il meraviglioso giardino voluto nel 1551 da Eleonora Alvarez di Toledo, la duchessa di Firenze che fece costruire anche il Giardino di Boboli.

Questo spazio verde, di per sé molto bello, chiuso all’interno del recinto murario che delimitava l’edificio, aveva uno sviluppo lungo l’asse longitudinale perpendicolare all’Arno. Tramite una galleria coperta che attraversava via La Rosa (l’attuale via Livia Gereschi) si passava segretamente a un altro giardino realizzato sull’orto della “diruta chiesa di santa Viviana”. Da qui si raggiungeva il Giardino dei Semplici, collocato fra le mura urbane e via delle Tiratoie (attuale via Ettore Sighieri).

«Si tratta - ha detto il presidente nazionale degli Amici dei musei e dei monumenti, Mauro Del Corso, durante la presentazione ufficiale del recupero svoltasi proprio nel palazzo del Governo - della prima realizzazione a Pisa del “Giardino delle delizie” di stampo mediceo, con porticati che si aprivano sulla vegetazione lussureggiante, mentre loggiati e gallerie coperte univano il palazzo all’eden del verde: un microcosmo nel quale il giardino dialogava con l’architettura e ne condivideva le leggi compositive. Così lo spazio a verde si arricchiva di forme geometriche più o meno complesse con ornamenti alla rustica, grotte con statue e fontane murali».

Ecco dunque che il giardino, sia pure in forme assai diverse e ridotte, ma che mantengono il fascino di luogo appartato e raffinato, torna a vivere.

«Questo - ha sottolineato Del Corso - grazie alla sensibilità del prefetto di Pisa Francesco Tagliente e alla generosità e all’impegno dei molti che hanno contribuito al suo recupero, di cui noi come Amici dei musei siamo stati da tramite. Tra essi una citazione di rilievo va fatta per il nostro socio Matteo Guarino, medico prestato alla botanica che ancora una volta ha dato a Pisa la prova delle sue straordinarie disponibilità e competenze».

«Vogliamo credere - ha concluso Del Corso - che la duchessa Eleonora, che creò quello spazio dell’animo in cui trascorse lunghi anni fino alla morte (1562), sia presente con noi, in questa bella serata nel Suo giardino. Che, oggi, corredo elegante e suggestivo della prefettura, torna alla città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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