Sicurezza
Attivista molestata aperta un’inchiesta per violenza sessuale
PISA. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti per violenza sessuale nei confronti di Marta Camposana, l’attivista pisana No Tav che sabato, in conferenza stampa, aveva accusato...
PISA. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti per violenza sessuale nei confronti di Marta Camposana, l’attivista pisana No Tav che sabato, in conferenza stampa, aveva accusato alcuni appartenenti alle forze dell’ordine di averla palpeggiata. L’episodio, aveva detto, sarebbe avvenuto mentre la conducevano nel cantiere di Chiomonte dopo essere stata fermata. I pm hanno acquisito il video e oggi sentiranno la donna, denunciata per resistenza a pubblico ufficiale.
Intanto ieri, dopo un breve presidio in piazza XX Settembre, un gruppo di circa trenta attivisti del comitato No Tav di Pisa è entrato in consiglio comunale per chiedere «ai consiglieri e alla giunta di esprimersi su quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato scorso in Val di Susa e denunciare le violenze delle forze dell’ordine». I No Tav pisani si sono schierati in Sala Regia con cartelli in solidarietà di Camposana, presente insieme ai genitori in consiglio comunale, e per chiedere la liberazione di Marcello Botte, l’attivista No Tav e studente pisano di 24 anni arrestato con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Botte, che si trova ai domiciliari, ieri ha sostenuto l'esame scritto di biochimica usufruendo del permesso del giudice.
Altri cartelli esposti dai No Tav riportavano, sotto la scritta “vergogna”, invece il tweet del senatore del Pd Stefano Esposito che nei giorni scorsi ha accusato Camposana di essersi inventata tutto.
L’appello dei No Tav pisani è stato raccolto dal gruppo consiliare di Una città in comune-Prc che ha presentato una mozione urgente per chiedere al consiglio comunale di «esprimere la propria solidarietà a Camposana» e «che siano individuati e perseguiti a norma di legge i responsabili di questi atti».
Tensione intorno alle 20 in consiglio dopo che è stata respinta dalla maggioranza di centrosinistra la richiesta di anticipare la votazione della mozione urgente sul caso. A quel punto alcuni attivisti hanno protestato in aula. Il consiglio prima è stato sospeso e poi sciolto per mancanza del numero legale. «Il Pd ha deciso di affossare la mozione - dicono alcuni No Tav - colpendo ancora una volta Marta e le donne».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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