Sicurezza
Via tutti i cassonetti dei rifiuti dalla città
«In centro verranno interrati, altrove scatterà il porta a porta per aumentare la differenziata». Impianti sportivi: le novità
PISA. Spariranno tutti i cassonetti della spazzatura: in centro saranno interrati, nelle periferie invece sarà introdotto il porta a porta. Non è solo questione d’estetica, ma di far prendere quota a livelli di raccolta differenziata ancora troppo lontani dalle indicazioni di legge. La rivoluzione nel settore dei rifiuti sarà portata avanti dal nuovo assessore all’ambiente Salvatore Sanzo. Con l’ex campione olimpico ed ex assessore provinciale parliamo anche delle altre deleghe che ha ricevuto dal sindaco. A cominciare dallo sport, materia della quale si occupa anche in qualità di presidente regionale del Coni.
Assessore Sanzo, un’esperienza del tutto nuova, per lei, occuparsi di ambiente: qual è il quadro?
«Sullo smaltimento dei rifiuti siamo in ritardo. Per legge dobbiamo arrivare al 65% di raccolta differenziata, invece siamo intorno al 42%. E’ necessario accelerare e non ci sono altri modi che introdurre il porta a porta, dando al cittadino le informazioni che servono per una raccolta fatta correttamente».
Dove sarà introdotto il porta a porta?
«Ovunque tranne che nel centro storico e sul litorale. Nel centro storico era già stata prefigurata l’operazione anni fa, ma senza risultati. Sul litorale, affollato solo in estate, i costi sarebbero alti. Incontreremo associazioni di categoria, esercizi commerciali, albergatori per organizzarci nel modo più funzionale».
La collaborazione dei cittadini sarà fondamentale…
«Infatti prepareremo un vademecum per i residenti attraverso cui spiegheremo come fare la raccolta differenziata. Poi controlleremo come viene fatta».
Ovvero?
«Mediante procedura ad evidenza pubblica incaricheremo una società di svolgere un servizio di sorveglianza sul corretto smaltimento dei rifiuti. E comportamenti incivili, come nel caso degli scarti di cibo abbandonati tra gli scogli di Marina, dovranno essere sanzionati».
Il porta a porta oltre il centro significa anche uniformarsi ai comuni limitrofi, quelli da cui vengono i pendolari che abbandonano i sacchetti fuori dai cassonetti…
«Con Geofor stiamo studiando un sistema di apertura dei cassonetti attraverso una card: i residenti potranno in questo modo aprirli, mentre per gli altri non sarà possibile. Si consideri anche che con il porta a porta i cassonetti tenderanno a sparire del tutto».
In centro invece si era parlato dei cassonetti interrati…
«Il progetto va avanti. Pisamo sta elaborando con la Sovrintendenza il piano che individua i siti, cercando di mantenere le postazioni attuali per non cambiare le abitudini dei cittadini. Per l’estate prossima potrebbe essere tutto realizzato. E’ un’operazione da 2,5 milioni di euro, con un cofinanziamento Comune-Regione».
La città in genere è da considerarsi pulita?
«Rispetto a qualche anno fa è più pulita, ma di sicuro si può migliorare e, in tale ambito, vale di nuovo il discorso dell’esigenza di una puntuale vigilanza ambientale. Tra rifiuti e pulizia ogni anno si spendono circa 20 milioni di euro».
Ma cosa si può fare di più?
«Occorre più attenzione nei confronti delle periferie. Non si può pensare che il Comune possa sopperire del tutto all’inciviltà delle persone. La vigilanza dovrà servire anche a questo, a garantire un maggior decoro a vantaggio di tutta la città».
Cambiando argomento, particolare è la delega su protezione e benessere degli animali...
«Dobbiamo prevedere una spiaggia per cani, ben attrezzata, nel tratto di Calambrone. Faremo poi un bando di gara per la gestione del canile di Ospedaletto: sarà lanciato quanto prima e saranno coinvolte le associazioni animaliste».
Passiamo allo sport…
«L’obiettivo è riorganizzare l’attività sportiva sul territorio, un’operazione che non può che partire dal rimodulare le convenzioni con le associazioni. E sull’impiantistica dico subito che non è possibile costruire nuovi impianti con le sole finanze comunali, ci sono possibilità invece per l’iniziativa privata».
Tra i progetti la costruzione di una nuova piscina vicina all’attuale, che sarebbe spianata facendoci un parcheggio…
«Finora si è parlato di una piscina da 50 metri, ma credo sia difficilmente gestibile: meglio una da 25. La collocazione prevista è in via Pisano, ma sono allo studio altre ipotesi, come la Fontina. Magari ne potrebbero servire due, ma prima bisogna verificare se ci sia una domanda così vasta».
A proposito degli impianti, ancora occupati, della Fontina: la proprietà è della Provincia, ma cosa succederà?
«L’obiettivo è restituire gli impianti alla città. Intanto con la Provincia dovremmo cercare di far ripartire alla Fontina attività sportive».
Al di là delle questioni economiche, cosa serve davvero a Pisa?
«Una palestra per la ginnastica, in aggiunta a quelle scolastiche».
Ma per la questione dei finanziamenti cosa si può fare?
«Ho intenzione di predisporre una convenzione con l’Istituto di Credito Sportivo per finanziamenti a tasso agevolato a vantaggio di associazioni e società. Dovrà servire sia a riqualificare l’esistenze che per le nuove costruzioni».
Parliamo dell’Arena Garibaldi…
«Intanto abbiamo stipulato la convenzione con l’Ac Pisa 1909, nell’ambito della quale il Comune si è assunto vari impegni. Tra questi anche l’individuazione di uno spazio da mettere a disposizione dell’Associazione Cento».
E lo stadio nuovo, dopo il progetto Zavanella e la previsione urbanistica ad Ospedaletto?
«Se verrà un imprenditore sarà bene accetto. A Pisa comunque uno stadio c’è, e tutti vi siamo legati. E’ vero che ha bisogno di manutenzioni. In Italia paghiamo il blocco dello Stato alla legge sugli stadi».
Sport a scuola…
«Stiamo mettendo in piedi un potenziamento dell’attività sportiva alle elementari per l’insegnamento dell’educazione motoria. Terranno le lezioni i laureati in scienze motorie. Potrà essere anche un modo per creare posti di lavoro».
Anche questo però ha un costo, si torna sempre allo stesso punto…
«Sigleremo un protocollo d’intesa tra Coni regionale, Anci, Regione, Uncem. Vorremmo coinvolgere nel progetto Fondazioni bancarie ed istituti di credito».
Progetto “Pisa che cammina”: quali iniziative alle viste?
«Il progetto parte come contrasto all’obesità, ma in generale vuole sensibilizzare sul fatto che muoversi fa bene. Le iniziative sono aperte a tutti. Sono coinvolte le scuole e si sono già costituiti sei gruppi di cittadini che fanno camminate di un’ora per due giorni alla settimana, seguiti da insegnanti».
E siamo allo sport legato al turismo…
«Stiamo pensando a un piccolo stadio da installare sulla spiaggia del nostro litorale da maggio a settembre, portando eventi e catturando attenzioni. Sempre sul litorale abbiamo strutture di primissimo piano per il golf: dovremo promuoverne l’attività attirando appassionati dall’estero che da noi possono usufruire dei campi in ogni stagione dell’anno».
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