Il Tirreno

Pisa

«Scusi, lei è un evasore?» A Pisa scoppia la polemica

di Antonio Scuglia

Centinaia di avvisi in città e l’associazione Baby Consumers parte all’attacco Il presidente Pino Staffa: non è ammissibile che lo Stato spari nel mucchio

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PISA. «Ehi amico, per ora ti scrivo così, col sorriso. Poi però, secondo come mi ispiri, ti sparo il redditometro».

Cartelle pazze? No, non siamo a questo livello. Ma una discreta – per quanto non illegale – intimidazione di fatto c’è, secondo le associazioni dei consumatori.

Sarebbero centinaia i pisani che hanno ricevuto in queste ultime settimane una specie di moral suasion, nel concreto una lettera dell’Agenzia delle Entrate che li invita a prestare la dovuta attenzione sul reddito dichiarato il 2012 per l’anno 2011.

Lo denuncia Pino Staffa, presidente dell’associazione Baby Consumers: «L’Agenzia delle Entrate l’ha fatto ancora, ci ha preso di nuovo per evasori fiscali a prescindere. Ma questa volta l’ha fatto con il sorriso sulle labbra, con la mano tesa che sembra aiutare e invece, come al solito, questua, con una finta aria bonaria che in realtà è la supponenza di chi pensa di essere sempre e comunque dalla parte del giusto. Lo ha fatto con una lettera spedita a circa 300mila contribuenti che, più che una lettera, è un vero e proprio ultimatum».

Il senso della missiva è: caro contribuente, c’è qualcosa che non ci torna, perché nel 2010 ci risulta che tu abbia fatto delle spese non compatibili con quanto riporti nella tua dichiarazione dei redditi 2011. Se, come pensiamo, hai fatto quelle spese utilizzando soldi provenienti da fonti di reddito non dichiarate, per favore, mettiti in regola, fai anche tu le tue verifiche: nel caso fai un bel ravvedimento operoso, saldaci quanto ci devi e ci hai invece nascosto e tutto si sistemerà. In caso contrario occhio, perché faremo altri controlli e ti verremo a beccare.

Chi ha ricevuto la comunicazione ha in pratica tre possibilità: fare una verifica della dichiarazione “sotto sospetto” e delle spese sostenute nello stesso periodo e, se ritiene che ci sia un errore, segnalarlo all'indirizzo mail dc.acc.commsint@agenziaentrate.it o chiamando i Centri di assistenza multicanale al numero 848.800.444; procedere col ravvedimento operoso lungo che consente il pagamento dell'imposta dovuta entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi (modello Unico, in questo caso) dell'anno successivo, cioè entro il 30 settembre 2013, con una sanzione ridotta pari al 3,75% dell'importo, invece della sanzione ordinaria al 30% (cui va aggiunto l'interesse legale, attualmente del 2,5% annuo); ignorare la lettera e correre il rischio di passare al setaccio del redditometro che analizzerà un'ampia serie di voci di spesa, dall'abbigliamento alle spese per la casa, dai mezzi di trasporto alle spese mediche, dalle rette scolastiche ai viaggi). Se lo scostamento risulta maggiore del 20% (con un'ulteriore franchigia di 12 mila euro) scattano l'accertamento e le sanzioni (stavolta in misura piena).

Negli anni passati l’operazione ha avuto un discreto successo: i contribuenti “avvisati”, cioè, tendono ad aderire all'invito e anche ad adeguare le dichiarazioni successive.

L'anno scorso, riporta Italia Oggi, i destinatari delle lettere hanno aumentato di circa il 10% i redditi dichiarati.

«E’ vero – dice Staffa - che a sparare nel mucchio qualche nemico lo si becca, ma si fanno anche tante vittime innocenti. E di questi “danni collaterali”, oggi, proprio non ne abbiamo bisogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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