Sicurezza
«Ci boicottano la raccolta di firme»
Gruppo di volontari vuole l’abolizione del cda dell’Arciconfraternita
PISA. «Ci boicottano la raccolta di firme che chiede le dimissioni del cda della Misericordia».
La protesta nasce da un gruppo di volontari della venerabile Arciconfraternita.
Secondo la loro versione dei fatti un diacono presente alla messa del sabato pomeriggio avrebbe invitato i soci della confraternita presenti al rito religioso a non sottoscrivere la raccolta di firme che chiede l'abolizione del cosiddetto magistrato, il cda dell'associazione. Tutto inizia il 12 luglio, quando un gruppo di soci indice una raccolta di firme per chiedere al governatore, Luigi Marchetti, l'indizione di una assemblea straordinaria in cui discutere e proporre le dimissioni dei vertici, un nuovo commissariamento e la difesa dei posti di lavoro che rischiano di essere dimezzati. Il presidio avviene davanti al cimitero della Misericordia, in via Pietrasantina.
«Giovedì 18 – racconta il volontario Riccardo Bessi – il diacono che aiuta nello svolgimento delle funzioni religiose, Irio Fazzi, viene a chiederci il motivo della protesta. Noi spieghiamo di cosa si tratta, ma poi diverse persone, sabato pomeriggio, dopo la messa celebrata da monsignor Catarsi, viene a raccontarci che i diacono avrebbe avvicinato i fedeli invitandoli a non firmare. Sono andato da lui a chiedere spiegazioni, ma h sbottato. In poche parole sarebbe emerso che gli era stato detto di dire così. C'è da chiedersi, anche se è facile immaginarlo, chi possa aver fatto una cosa del genere. Gli ho fatto presente che era ingiusto ed anche poco cristiano, ma ho risolto ben poco. Almeno una decina di soci che avevano promesso di firmare, finita la messa, hanno detto che era meglio lasciar perdere. Crediamo che sia ingiusto e vogliamo avere delle spiegazioni. Fortunatamente siamo riusciti a raggiungere le trecento firme e per poter chiedere l'assemblea straordinaria ce ne vogliono 350 sui 3500 soci che figurano iscritti alla nostra associazione. Pensiamo, dunque, continuando per tutta la settimana, di raggiungere il traguardo previsto. A quel punto, presentate le firme al governatore, lui avrà 35 giorni di tempo per indire l'assemblea straordinaria, Si dovrà insomma discutere se mandare o meno a casa questo magistrato». L'ennesima polemica e l'ennesimo veleno in una vicenda che va avanti da quasi due anni e che rischia davvero di affossare una istituzione secolare dal cui futuro dipende il futuro di sessanta famiglie.
Candida Virgone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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