Sicurezza
«Case al posto delle cliniche così cresceranno i residenti»
PISA. Il Santa Chiara dunque sarà “liberato” non prima del 2016. Almeno. Per questo il Comune spera che in una parte, la Umi 1, i lavori di recupero possano iniziare prima. Uno “stralcio”. Sono tante...
PISA. Il Santa Chiara dunque sarà “liberato” non prima del 2016. Almeno. Per questo il Comune spera che in una parte, la Umi 1, i lavori di recupero possano iniziare prima. Uno “stralcio”. Sono tante le aspettative dell’amministrazione: l’area del Santa Chiara riconvertita è vista come una sorta di nuova città. Il progetto Chipperfield vi prevede, in alcune parti, abitazioni e parcheggi.
«Questo potrà portare a un riequilibrio residenziale di grande qualità», dice Filippeschi. In pratica: una ghiotta opportunità di attrarre nuovi residenti in città, in una zona dove ci sono servizi e veramente a due passi dalla Torre.
Dal sindaco parte anche un appello al ministero della Difesa, perché la limitrofa caserma Artale, in fase di dismissione, «venga inquadrata come funzione pubblica». Questa è un’altra partita, ma inevitabilmente collegata.
Le destinazioni residenziali di pregio sono previste per le tre Umi all’esterno del perimetro della cinta muraria mediale (numeri 6, 7 e 8) e per le due che si trovano all'interno (numeri 3 e 9).
L’assessore Zambito ricorda anche le osservazioni fatte dagli abitanti del quartiere di Santa Maria, i più interessati dalla “rivoluzione”, «cui abbiamo dato risposta». In particolare per quanto riguarda una maggiore presenza di spazi verdi e di parcheggi capaci di soddisfare le esigenze dell’intera zona. Tra l’altro, sono allo studio anche soluzioni per parcheggi a silos, dunque a sviluppo verticale.
Con l’approvazione del piano di recupero del Santa Chiara viene in pratica variata la destinazione d’uso degli immobili in commerciale, abitativa, ricettiva, sociale, ovvero tutte le attività previste nel centro storico della città. Per questa ragione non ci sono invece previsioni relative alla grande distribuzione. (f.l.)
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