La manifestazione
«Picchiata e insultata dalla polizia»
Il racconto della manifestante pisana denunciata in Val di Susa
PISA. Marta Camposana, la 33enne No Tav pisana «picchiata, insultata e molestata dalla polizia» in Val Susa nella notte tra venerdì e sabato scorso durante la manifestazione contro il Tav a Chiomonte, racconta le ore di inferno («quattro») che ha vissuto.
«Le forze dell'ordine mi hanno presa e poi buttata a terra. Non vedevo e non respiravo a causa dei gas che la polizia sparava di continuo. Mi hanno immobilizzata tenendomi un piede sul collo. Poi mi hanno tirato su: un agente mi teneva per il collo, un altro per il braccio (mostra anche i lividi, ndr). È passato un agente e mi ha dato una manganellata sul labbro, mentre altri mi hanno toccata più volte nelle parti intime e insultata. Portata al cantiere e gettata a terra, continuavano ad insultarmi e sputarmi. La cosa che mi ha fatto più male sono state le offese di una poliziotta».
Dopo il trasferimento alla questura di Torino, Camposana è stata trasportata al pronto soccorso. Ha un labbro rotto (otto punti di sutura) e un braccio fasciato. La 33enne, operatrice sociale in una cooperativa, denunciata per resistenza a pubblico ufficiale in concorso, preferisce non rispondere al senatore del Pd Stefano Esposito che ieri su Twitter l'ha accusata di essersi inventata tutto. «Esposito – dice – non sa se sono stata toccata».
Sabato, insieme alla madre e ad altri pisani, Camposana sarà in Val Susa per partecipare ad un'altra manifestazione. Per oggi, intanto, è attesa la convalida dell'arresto dei No Tav fermati, tra cui Marcello Botte, studente di medicina a Pisa arrestato con l'accusa di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale. I legali sostengono che sono stati picchiati. La sorella, Teresa, denuncia una perquisizione avvenuta sabato nella sua casa (vive insieme a Marcello, ndr) «senza testimoni. «Per farla hanno sfondato una porta e la casa è rimasta incustodita per un giorno».
Danilo Renzullo
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