Il Tirreno

Pisa

Milionario Usa sceglie Pisa per la sua Fondazione

di Pietro Barghigiani
Milionario Usa sceglie Pisa per la sua Fondazione

Il figlio del creatore della Hewlett-Packard conferma l’apertura a settembre L’operazione conclusa grazie all’amicizia con l’avvocato Michele Barbieri

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PISA. Di sicuro ci sarà la sede della Fondazione. I soldi, quelli, per ora prenderanno solo la direzione di Ercolano.

In cuor loro, però, le istituzioni locali in un futuro prossimo sperano di poter trattenere qualcosa del fiume di denaro alimentato da un flusso milionario proveniente da Los Angeles e destinato a conservare non solo il sito archeologico campano, ma anche a sostenere la musica e il cinema. Il mecenatismo del terzo millennio ha il volto di un professore californiano di latino e greco, 73 anni, grande appassionato di arte e cultura europea. Con una particolarità che aiuta quando si vogliono coniugare passione e risultati: si chiama David Woodley Packard ed è il figlio del fondatore della Hewlett-Packard. Tradotto: un patrimonio in miliardi di dollari da spendere per salvare gioielli storici in malora. Intanto ha investito 25 milioni di dollari per Ercolano, di cui ha iniziato a interessarsi nel 2001. Fare senza apparire è il suo approccio alle cose. Prima signore, poi miliardario. Non ci sono, né compariranno mai, targhette o richiami al mecenate nel sito vesuviano.

Il caso ha voluto che il nome del filantropo si legasse alla città pisana. La scelta è stata ispirata da un rapporto di amicizia che unisce Packard all’avvocato Michele Barbieri. «Le nostre famiglie si conoscevano da tempo – spiega il legale –. Siamo diventati amici e quando c’è stato bisogno di fare operazioni in Italia si è rivolto a me. In zona vivono e lavorano diversi professionisti che hanno lavorato al nuovo soggetto giuridico. La fondazione al momento ha sede nel mio studio. Poi vedremo se sarà necessario individuare un ambiente autonomo».

Il battesimo della "Fondazione istituto Packard per i beni culturali" è previsto per settembre appena la prefettura di Pisa approverà lo statuto. L’ente si occuperà direttamente della gestione dell'"Herculaneum Conservation Project", che si realizza sotto il controllo della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei.

Quando è in Italia Packard vive in una tenuta nell’Aretino. Per il progetto Ercolano la fondazione americana Packard Humanities Institute ha agito attraverso la British school di Roma, che era incaricata di pagare i lavori, stipulare i contratti. La British School resta partner scientifico, ma i soldi raccolti negli Usa arriveranno direttamente alla Fondazione italiana, che svolgerà un'azione filantropica nei settori dell'archeologia, dell'arte e si occuperà di portare avanti il lavoro avviato su Ercolano.

La nuova Fondazione subentra in tutti i rapporti legali con il ministero dei Beni culturali. «Invece del contratto di sponsorizzazione – spiega il responsabile della fondazione, Michele Barbieri – useremo lo strumento della donazione liberale senza nulla in cambio. Sarà un’elargizione».

La soluzione logistica-professionale ha portato a Pisa la sede della Fondazione milionaria. Un pensierino a quello in zona potrebbe essere salvato comincia a balenare nelle menti degli amministratori locali. Barbieri mette le mani avanti: «La Fondazione ha un unico obiettivo: la conservazione di Ercolano. Progetti su Pisa? In questo momento non ce ne sono. In futuro chissà. Io sono pisano dalla punta dei capelli ai piedi. Figuriamoci se non sarei felice di lavorare a un progetto per la mia città. Ma le decisioni vengono prese negli Usa e noi le eseguiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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