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Pisa

Montano (Pdci)

«Più giusto pagare l’Imu soltanto oltre i 100 mq»

«Più giusto pagare l’Imu soltanto oltre i 100 mq»

PISA. Un “tetto” per l’Imu sulla prima casa. In altre parole, si paga solo sul lusso (stabilendo prima dove sta il confine con la “normalità”). La proposta è firmata da Salvatore Montano, candidato...

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PISA. Un “tetto” per l’Imu sulla prima casa. In altre parole, si paga solo sul lusso (stabilendo prima dove sta il confine con la “normalità”). La proposta è firmata da Salvatore Montano, candidato sindaco dei Comunisti italiani alle scorse amministrative e già assessore comunale alla casa. «Quella sull’Imu è una giungla, con differenze tra regione e regione, città e città, quartiere e quartiere, ma anche all’interno dello stesso palazzo - dice Montano - per questo una “normalizzazione” può passare solo da una tassazione in rapporto alla ricchezza posseduta dalla persona».

Prima di entrare nei dettagli della proposta di Montano sono necessarie alcune premesse: «La prima è che nel passaggio da Ici a Imu è stata compiuta un’operazione finanziaria che ha più che raddoppiato il costo. La seconda è che ci sono tante diversità dovute alla mancata riforma del catasto». Qualche esempio: in media, di Imu sul litorale a nord di Viareggio rispetto a Pisa si paga circa il 25% in meno, in Veneto e al Sud circa il 50% in meno. Prendiamo anche i quartieri cittadini: 75 mq al Cep “costano” 638 euro (considerando un accatastamento medio-basso), 90 mq in prima periferia 957 euro, 120 mq in centro 1.276 euro, 200 mq in zona di lusso 2.553 euro. Capitano differenze anche nello stesso edificio, a seconda della data più o meno recente di accastamento di un appartamento.

«Non ritengo giusto andare verso un’esenzione totale per la prima casa - riprende Montano - perché significherebbe azzerare le differenze di classe e di reddito, dunque l’unico modo è agire sui metri quadrati». La proposta è la seguente: stabilire una soglia, compresa tra gli 85 ed i 100 metri quadrati, entro la quale non si paga vigendo quello che Montano chiama «il diritto all’abitare». La tassazione scatta invece dopo il superamento di tale soglia, «pagando solo sulla parte eccedente». Tutto questo secondo Montano (con possibili correttivi in base, ad esempio, alla consistenza numerica dei nuclei familiari) può portare «a un recupero economico sulle grandi proprietà, limitando per una parte importante le tante differenze che ci sono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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