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No Tav, arrestato studente pisano

No Tav, arrestato studente pisano

Negli scontri in Val Susa ferite altre tre persone tra le quali una giovane nei guai per resistenza

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PISA

C’è anche uno studente fuori sede dell’ateneo pisano, Marcello Botte, tra gli attivisti No Tav (il movimento che si batte contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione) arrestati dalle forze dell’ordine in Val di Susa durante gli scontri della scorsa notte. Invece una giovane pisana, Marta Camposana, la cui testimonianza è nell’articolo a destra, è stata denunciata per resistenza. Per lei si è reso necessario il trasporto in ospedale in seguito «ad un blocco - secondo quanto detto dagli altri No Tav pisani presenti in Val Susa - violento, barbaro ed immotivato da parte della polizia». Tra i feriti altri due ragazzi partiti da Pisa.

Botte, 24 anni, studente di medicina a Pisa, nato e residente in provincia di Potenza, è stato arrestato con l’accusa di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale. È un militante del Collettivo universitario autonomo (Cua), da anni impegnato nelle lotte universitarie. Gli appartenenti al collettivo lo descrivono come un ragazzo «con una grande sensibilità umana, sociale e politica, che utilizza la sua passione e il suo impegno nello studio al servizio dei più bisognosi».

Marta Camposana, 33enne pisana, operatrice sociale in una cooperativa, «è stata fermata e violentemente picchiata - dicono i No Tav pisani -. Le conseguenze di queste azioni sono nel referto del pronto soccorso: diversi punti di sutura al labbro e un braccio spezzato in ore di percosse».

La donna è stata denunciata in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale in concorso. Altri due giovani pisani risultano feriti: uno è stato colpito da un lacrimogeno, riportando una ferita alla testa, l’altro ha ricevuto una manganellata sul volto durante una carica.

I quattro erano nella valle piemontese insieme ad un’altra decina di No Tav pisani, che avevano raggiunto nei giorni scorsi Venaus per partecipare all’annuale campeggio estivo dei No Tav. Nella notte tra venerdì e ieri hanno preso parte, insieme ad altri 400 No Tav, alla cosiddetta “passeggiata notturna”, una marcia per raggiungere il cantiere di Chiomonte che è degenerata in duri scontri.

«L'obiettivo - spiegano alcuni dei No Tav pisani di ritorno dalla Val Susa - era quello di danneggiare le recinzioni del cantiere: una protesta per dimostrare il rifiuto sempre crescente verso la costruzione del Tav. Eravamo preparati a quello che ci hanno sempre riservato le forze dell’ordine (idranti e gas) ma non agli scontri. Per la prima volta le forze dell’ordine erano presenti all’esterno delle reti e hanno brutalmente aggredito i manifestanti sparando lacrimogeni ad altezza uomo e da distanza ravvicinata (uno dei ragazzi mostra il segno di un lacrimogeno ricevuto su una gamba, nda). C’è stato un continuo lancio di lacrimogeni e pietre da parte delle forze dell’ordine».

Cobas, Rebeldìa, Newroz, lavoratrici Sodexo, Spazio popolare S. Ermete, Collettivo antipsichiatrico, Comitato acqua bene comune, Prc e Una città in comune, Comitato No Muos esprimono solidarietà agli arrestati e ai feriti, chiedendo la scarcerazione di Botte e degli altri arrestati(d.r.)

Altro servizio a pagina 9

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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