Il Tirreno

Pisa

Mura antiche senza pace tra un esposto e un ricorso

di Danilo Renzullo
Mura antiche senza pace tra un esposto e un ricorso

“Città in Comune-Prc” chiede l’intervento della Procura: aperture senza collaudo E Palazzo Gambacorti si rivolge al Consiglio di Stato dopo lo stop alle passeggiate

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PISA. Doppio duello sulle mura antiche, chiuse alle passeggiate straordinarie dopo il pronunciamento del Tar (violazione della privacy a danno dei residenti di via Maffi). Su questo fronte il Comune aveva già preannunciato il ricorso al Consiglio di Stato: la novità è che è ormai tutto pronto e nel giro di una settimana Palazzo Gambacorti procederà. In alto ricapitoliamo la vicenda.

Il secondo versante è quello aperto dall’ex consigliere comunale del Prc, Maurizio Bini, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Oggetto la richiesta di «opportuni accertamenti sul mancato collaudo delle mura», con particolare riferimento alla passerella su via San Francesco, prima delle aperture al pubblico dello scorso aprile.

«L’11 aprile (tre giorni prima dell’apertura inaugurale) - dice Bini - il responsabile dei lavori e il coordinatore della sicurezza in una lettera sottolineavano che “le opere realizzate non risultano ancora collaudate, come la passerella su via san Francesco e tutte le ringhiere parapetto sulla sommità” delle mura, esprimendo “parere negativo all’apertura straordinaria”».

Bini aveva subito chiesto se il collaudo fosse stato effettuato e anche copia dell’eventuale documentazione dei controlli. La risposta, datata 12 aprile (due giorni prima dell’apertura), arriva «a fine maggio» e viene evidenziato che «sono in corso le procedure per il collaudo statico delle opere». Invece la richiesta di collaudo della passerella su via San Francesco giunta al genio civile è protocollata il 29 maggio scorso. «Questo significa - aggiunge Bini - che hanno richiesto il collaudo un mese e mezzo dopo l’apertura straordinaria delle mura e dopo la Strapazzata. Un fatto gravissimo, perché hanno messo a repentaglio di migliaia di persone. L'esposto vuole essere anche un monito per il futuro, affinché vicende del genere non accadano più».

Nessuna replica ufficiale dal Comune. Per l’amministrazione vale la risposta già data, ovvero che con le aperture straordinarie del 14 e 27 aprile hanno riguardato «un tratto del cantiere ancora in corso (i lavori saranno ultimati nel 2014)» e che «la legge prevede in caso di aperture straordinarie di un cantiere che queste “devono essere preventivamente autorizzate”».

Autorizzazione che «è arrivata alla vigilia della prima visita con il certificato a firma congiunta del direttore dei lavori Marco Guerrazzi e dell’amministratore unico dell’impresa che sta effettuando il recupero, Francesco Gaspari». Inoltre si ricordava che nelle due circostanze, per garantire «ulteriormente» la sicurezza, l’amministrazione si era servita «di circa settanta unità tra personale della Pubblica Assistenza, della polizia municipale e degli Amici delle Mura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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