Italia
Addio allo scrittore Ugo Riccarelli
Nel 2004 aveva vinto il Premio Strega con “Il dolore perfetto”. Aveva lavorato all’ufficio stampa del Comune di Pisa prima di trasferirsi a Roma dove era entrato nello staff dell’allora sindaco Veltroni
PISA. Si è spento a Roma, a 59 anni, dopo una lunga malattia, lo scrittore piemontese-pisano Ugo Riccarelli. Profondo e raffinato, ha scritto pagine significative della letteratura italiana dalla metà degli anni Novanta fino ad oggi. Uomo fragile e tenace, alle traversie della malattia, anche per motivi personali, aveva dedicato pagine di rara bellezza e autenticità. Purtroppo una nuova crisi ai polmoni lo aveva costretto qualche giorno fa a un nuovo ricovero. Un ulteriore peggioramento gli è stato fatale.
Uno dei suoi libri più riusciti, se non il più bello, è "Il dolore perfetto" (Mondadori), col quale nel 2004 aveva vinto il premio Strega. Un corposo romanzo corale che narra la storia di due famiglie i cui destini s'incrociano col susseguirsi di varie generazioni, lungo l'arco temporale che va dall'Unità d'Italia al secondo dopoguerra. Una vera e propria epopea, tutta narrata in terza persona da una voce esterna e onnisciente.
La famiglia di Riccarelli, di origine toscana, era giunta a Ciriè prima della seconda guerra mondiale. Ugo aveva studiato filosofia all'università di Torino, lavorando dal 1976 come operatore culturale nella biblioteca civica e in seguito all'ufficio di collocamento, fondando anche un gruppo teatrale.
Nel 1985 si era trasferito a Pisa anche per motivi di salute, iniziando un percorso di emigrante al contrario. Aveva lavorato prima alla Telecom, poi al Comune di Pisa: dapprima in biblioteca e in seguito come addetto stampa, a fianco di un altro scrittore affermato, Athos Bigongiali. Tanto da far scrivere sul "Corriere della sera", negli anni Novanta: "Pisa, ecco l'ufficio stampa più intellettuale d'Italia".
Riccarelli aveva vissuto a Pisa per sedici anni, fino al 2002, trasferendosi poi a Roma dove aveva lavorato prima nello staff dell'allora sindaco Walter Veltroni e quindi con il Teatro di Roma.
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