Sicurezza
No Tav, due pisani coinvolti negli scontri in Val di Susa
Uno studente di Medicina è stato arrestato mentre un'attivista, rimasta ferita negli scontri, è stata denunciata. Il racconto della donna: "Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata"
Anche due studenti universitari pisani sono rimasti coinvolti negli scontri avvenuti venerdì notte (19 luglio) in Val di Susa tra manifestanti e polizia. Uno di loro è stato arrestato, mentre una ragazza ha raccontato di aver subito violenze dalle forze dell'ordine in caserma.
Marcello Botte, 24 anni, studente di Medicina a Pisa e residente a Potenza è stato arrestato con l'accusa di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale. Marta Camposana, 33 anni, attivista pisana, è rimasta ferita ed è stata portata in ospedale. Per lei è scattata la denuncia in stato di libertà per il reato di resistenza a pubblico ufficiale in concorso.
Marta Camposana durante una conferenza stampa che si è tenuta a Torino racconta: "Da quando mi hanno fermata a quando mi hanno portata all'interno del cantiere sono stati dieci minuti di follia. Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata".
"Le forze dell'ordine - ha raccontato - ci hanno chiusi con due cariche e bersagliati con una pioggia di lacrimogeni. Poi sono stata colpita da una manganellata alle spalle e trascinata a terra. Una volta nel cantiere ho detto che avevo bisogno di un medico, ma mi hanno nuovamente insultata e portata al pronto soccorso soltanto quattro ore dopo, alla fine delle procedure in questura, dove mi hanno denunciata solo perchè avevo del Maalox e dei limoni per contrastare i lacrimogeni".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
