Il Tirreno

Pisa

Gli artigiani alla scoperta delle nuove tecnologie

di Francesco Loi

Indagine della Cna sul reale utilizzo di smartphone e tablet nelle aziende locali Attraverso un test on line gli imprenditori possono valutare le loro conoscenze

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PISA. «Datemi un tablet e venderò al mondo». Oppure: «Datemi uno smartphone e solleverò la mia impresa». Ma i piccoli imprenditori pisani, gli artigiani, il variegato mondo delle partite iva quanto è davvero “smart”? In altre parole: usano e sfruttano al meglio le nuove tecnologie per gestire la loro impresa e in particolare comunicare con i loro clienti? A cercare una risposta a questa domanda è la Cna Pisa, che per mercoledì 24 ha organizzato un altro appuntamento nell’ambito del programma che ha per titolo “The Smart Communication”.

Il test. L’associazione intende sensibilizzare i suoi imprenditori sull’importanza della comunicazione, attraverso i nuovi strumenti, nel successo della propria azienda. E lo fa anche utilizzando un sistema particolare come quello di un test on line. La Cna, grazie ad un accordo con “Digibaprogetto digitale”, lancia infatti una campagna di autovalutazione. Partecipare è semplice (e gratuito): basta collegarsi al sito www.cnapisa.com e aprire la pagina della campagna “The Smart Communication”, nella quale ci sono i link a semplici e veloci test di autovalutazione. Per svolgere i test più evoluti occorre invece «registrarsi sul sito www.digiba.eu», spiega il responsabile del progetto Digiba, Giuseppe Giliberto. Dal sistema verrà ricavato un quadro della situazione (anonimo) che sarà poi presentato pubblicamente.

I motivi. Quali le molle principali, e gli ostacoli, per diventare imprenditori 2.0? «Per ottenere questo risultato - dice Maurizio Bandecchi, responsabile comunicazione Cna Pisa - occorrono almeno due fattori: il primo è sentire l’esigenza e conoscere le basi delle tecniche di comunicazione, cosa che prima era di esclusivo appannaggio dei professionisti del settore, peraltro tuttora indispensabili per aggredire i mercati di massa, spesso inarrivabili per una piccola bottega o un piccolo laboratorio. L’altro fattore è saper utilizzare gli strumenti: se non si sa inviare una mail o iscriversi ad un social network tanto meno si sarà capaci di mettere on line il proprio sito o aggiornare il proprio profilo. Essendo molto più “alla mano” di un pc, gli smartphone ed i tablet racchiudono in loro strumenti (app) che possono aiutare nell’organizzazione della propria giornata lavorativa, ma anche nella gestione della propria attività».

Esperienze. La realtà evidenzia ancora due estremi. Ad esempio, la tessitrice Laura de Cesare (che ha un laboratorio nel quartiere San Marco) ha un suo sito dove tra tessuti, borse, accessori, si individuano e-mail e telefono, profilo Facebook, presenza su altri social network. Manca l’e-commerce, «una scelta per ora, poi si vedrà- dice Laura de Cesare -. Non voglio farmi prendere dall’affanno. Il mio lavoro è soprattutto creatività, concentrazione e tecnica. Voglio evolvere, ma non farmi travolgere». Dall’altra parte ci sono i “resistenti” e gli spaventati che non ce la fanno ad usare le nuove tecnologie. Ma vi sono costretti, a partire dal nuovo obbligo della Pec, la posta elettronica certificata. «Ma ti pare che ora mi metto ad imparare il computer per la Pec? Non ci penso nemmeno. Utilizzerò il servizio che mi fornisce di volta in volta la Cna. E si accontentino», sbotta Antonio, parrucchiere 64enne. Fabrizio, idraulico, è quasi timoroso: «Lo so, senza i computer non si va avanti. A me piace ancora scrivere con la penna e lavorare con le mani. Quando mi serve qualcosa, sopperisco con i figli. Sono loro che mi aiutano con la posta elettronica e internet».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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