Il Tirreno

Pisa

La Procura: Guan deve stare in cella

di Pietro Barghigiani
La Procura: Guan deve stare in cella

Chiesta la custodia in carcere per il turista-vandalo cinese Le alternative: domiciliari o obbligo di dimora. Decide il gip

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PISA. Custodia in carcere con due alternative, in subordine, meno dure come gli arresti domiciliari o l’obbligo di dimora in un comune limitrofo a Pisa con divieto di espatrio.

La convalida dell’arresto. Sono le richieste del sostituto procuratore, Antonio Giaconi che stamani alle 11,30 saranno valutate dal gip Giuseppe Laghezza nel corso dell’interrogatorio di convalida previsto nel carcere Don Bosco con il cinese di 21 anni arrestato martedì dalla polizia municipale per aver sfregiato una parete del Duomo in piazza dei Miracoli.

Le accuse e le pene. Guan è in cella da martedì sera. L’accusa è di danneggiamento aggravato di edificio di interesse storico e luogo di culto, articolo 635 - comma 3 - del codice penale. È prevista una pena massima di 3 anni.

Obbligo di risarcimento. Codice alla mano, la Procura farà pesare anche un altro aspetto per definire la posizione del turista-vandalo: quella del risarcimento. Il 21enne prima di finire in Tribunale avrà l’obbligo di risarcire l’Opera della Primaziale per il danno provocato con quelle incisioni se vorrà ottenere la sospensione della pena. Se riterrà di non saldare il conto della sua bravata, la condizionale potrebbe non essere concessa.

Il danno. L’Opera della Primaziale non ha ancora stimato l’entità del danno. Di primo acchito non pare essere una scalfitura irrimediabile. E il relativo costo di conseguenza non dovrebbe alleggerire di troppo le tasche del turista.

Con l’amico Zheng il 21enne Guan si è staccato dalla comitiva in piazza dei Miracoli e, emulando un connazionale che tempo addietro vergò su un monumento a Luxor, in Egitto il proprio nome con la scritta “Sono stato qui”, ha inciso con una chiave “Zheng and Guan was here” sulla pietra della Cattedrale.

Segnalato da un turista. Una stupidaggine che travolge il cinese fino a portarlo in carcere. Lo sfregio occupa una superficie di almeno 45 per 20 centimetri. È stato un turista ad accorgersi del graffitaro armato di chiavi e non di bombolette spray e ad avvertire i vigili urbani in servizio nell’area monumentale. Per scrivere quella scritta non ci ha messo un minuto. E il tempo trascorso a lavorare di cesello gli è stato fatale.

Lo hanno visto in una zona appartata della Cattedrale in un atteggiamento da vandalo in flagranza Finita l’“opera” i due amici si sono avviati verso la zona del Camposanto dove sono stati raggiunti e bloccati da due agenti della polizia municipale.

Da allora sono iniziati i guai per il cinese che ha confuso - e neanche capito - la suggestione di piazza dei Miracoli con un parco giochi di periferia.

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