Toscana
Il sindaco: spostare la scuola materna era negli accordi
SAN GIULIANO. «Nessuna svendita di patrimoni pubblici, nessun spostamento forzato e inatteso della sezione della materna di Orzignano». Inizia così la risposta del sindaco Paolo Panattoni agli...
SAN GIULIANO. «Nessuna svendita di patrimoni pubblici, nessun spostamento forzato e inatteso della sezione della materna di Orzignano». Inizia così la risposta del sindaco Paolo Panattoni agli attacchi di Rifondazione e Sinistra Unita in merito alla scuola materna di Orzignano.
«Lo spostamento della sezione è stato un percorso concertato con i dirigenti scolastici ed il consiglio d’istituto – spiega il primo cittadino -, dopo numerosi incontri effettuati anche con i genitori degli alunni cui ha partecipato l’assessore Martinelli e la dirigente del settore. Non si tratta quindi di un fulmine a ciel sereno, ma di un’operazione pianificata dal dicembre 2011. Rientra nel programma di riorganizzazione degli edifici scolastici senza rinunciare a nessun posto né per le insegnanti né per i ragazzi. Simili esperienze sono state già avviate alcuni anni fa sul nostro territorio prima con la concentrazione di varie realtà nella scuola di Pappiana e successivamente con la razionalizzazione delle scuole di Gello e San Giuliano Terme. E tutte hanno dato risultati soddisfacenti. La soppressione delle monosezioni nelle scuole dell’infanzia viene sollecitata anche dalla Regione».
Il sindaco parla poi del futuro dello stabile: «Gli arredi sono stati spostati nelle nuove realtà in modo tale che a settembre le strutture siano pronte a ricevere le nuove classi ed i nuovi alunni. Infatti chiunque avrebbe potuto verificare che non ci sono procedure di vendita in atto per l’immobile in attesa della decisione del consiglio comunale ne sono state decise altre destinazioni urbanistiche per l’ex scuola. E che la tentata vendita di questo immobile insieme ad altri già individuati è solo un atto dovuto per soddisfare i requisiti imposti dalle manovre del governo Monti per l’anno 2013 e garantire allo stesso tempo risorse da investire». La conclusione: «In un momento storico dove anno dopo anno stanno diminuendo le risorse per gli enti locali, questa è un’operazione che ci permette di mantenere inalterata l’offerta scolastica, di non aumentare i livelli di compartecipazione delle rette scolastiche i cui costi sono invece aumentati per l’amministrazione e per effettuare migliorie nei prossimi anni sul patrimonio scolastico».
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