Attenzione
Il bike-sharing diventa una tesi di laurea
Intanto la multinazionale svedese del mobile chiede di installare una stazione vicino al suo store
PISA. Il servizio di bici pubbliche “CicloPi” funziona e seduce anche Ikea. La multinazionale svedese, prossima all’apertura, ha infatti espresso la volontà di installare (a proprie spese) una stazione di bike-sharing in prossimità del punto vendita che sorgerà nell’area del canale di Navicelli. I numeri parlano chiaro: nei primi due mesi di attività si contano 447 abbonati per un totale di 8.233 viaggi effettuati e 32mila chilometri percorsi. Il sindaco Marco Filippeschi vede nell’interesse di Ikea «un’ulteriore testimonianza delle grandi potenzialità del servizio». I siti per noleggiare le bici in città sono 14 in città, collocati in punti strategici: il totale di 250 biciclette finora ha permesso di ridurre di 4.853 kg le emissioni di anidride carbonica.
L’abbonamento annuale costa 35 euro, mentre gli studenti hanno diritto ad uno sconto di 10 euro. Esiste inoltre la possibilità di noleggiare le biciclette anche usufruendo di un abbonamento settimanale al costo di 10 euro oppure 5 per un solo giorno. Le tariffe? La prima mezz’ora è gratuita (tempo sufficiente per andare da un capo all’altra della città), per un’ora invece si spendono 90 centesimi, 1,50 euro per un’ora e mezzo e 2 euro dalla seconda ora in poi. Per abbonarsi, oltre al sito www.ciclopi.eu e allo “Sportello del cittadino” di Pisamo di via Battisti, dall’inizio di questa settimana è possibile rivolgersi ai punti informativi turistici dell’aeroporto e di piazza Vittorio Emanuele.
Il progetto “CicloPi” è nato da una collaborazione di Comune e Pisamo con quattro studenti di Ingegneria gestionale dell’Università di Pisa, coordinati dal professor Gionata Carmignani. I quattro studenti proprio sul piano di bike-sharing pisano hanno discusso ieri mattina la loro tesi di laurea alla presenza del sindaco e dell’assessore alla mobilità David Gay. Simone Topazzini, Chiara Niccolai, Eleonora Zanzi e Luisa Gianfrotta per un anno e quattro mesi si sono impegnati non solo in uno studio di fattibilità tecnica ed economica, ma hanno anche svolto un lavoro di ricerca sottoponendo oltre 7mila questionari on line per conoscere le esigenze dei potenziali utenti del servizio. «Il loro contributo - ha spiegato Carmignani - ha tra l’altro permesso di redigere il bando di gara per la gestione del servizio».
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