Italia
Bancarelle via dalla piazza scatta il conto alla rovescia
Riunione in Prefettura: forse lo spostamento sarà ordinato a settembre I commercianti: «Mai in via Pietrasantina, preferiamo rimanere chiusi»
PISA. Sarebbe quasi ultimato il piano per il trasferimento delle bancarelle del Duomo nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina. Prefettura e Comune stanno lavorando da settimane per mettere a punto il programma. Con molta probabilità si attenderà la conclusione della stagione turistica, quindi almeno metà settembre, prima di inviare l’atto che formalmente comunicherà la data d’inizio del trasloco. Resta da vedere se ciò potrà avvenire con il consenso di tutti i commercianti oppure se ci saranno resistenze: in tal caso scatterebbe la rimozione coatta.
Quattro banchi alla volta. Sono 43 le bancarelle che devono lasciare la zona del Duomo: 39 in Piazza dei Miracoli (da via Roma all’arco di piazza Manin) e 4 in via Maffi. Il piano dovrebbe prevedere l’intervento di due ditte: la prima incaricata di rimuovere la merce presente nelle strutture, la seconda per la rimozione della struttura in lamiera. Quattro al giorno i banchi che sarebbero spostati, completando così l’intervento in due settimane circa. Ovviamente saranno presenti anche le forze dell’ordine; in questo senso sarebbe già stato allertato il reparto celere di Roma. Intanto il prossimo 25 luglio si riuniranno gli enti interessati al trasferimento e soprattutto ai lavori al Museo delle Sinopie.
Muro contro muro. «Se la posizione dell’amministrazione comunale non dovesse cambiare, il muro contro muro arriverà alle conseguenze estreme al momento del trasferimento coatto». Questo il pensiero degli ambulanti, per voce dei rappresentanti della commissione di mercato, Gianmarco Boni e Stefano Perini. «Nessuno vuole lo scontro - insistono - tanto che abbiamo presentato al Comune diverse proposte per consentire i lavori, come il trasferimento a gruppi delle bancarelle in base all’avanzamento del cantiere. Nessuna risposta, eccetto la sede di via Pietrasantina che non possiamo accettare». Boni e Perini ribadiscono la loro disponibilità a lasciare la piazza per il tempo necessario dei lavori, a patto che alla conclusione le bancarelle tornino a loro posto. «Le parole del Consiglio di Stato ci sembrano chiare: “Le amministrazioni interessate, una volta ultimati i lavori, dovranno ricollocare gli esercizi commerciali nella loro sede originaria”. Bene, allora stiamo fermi il tempo del cantiere. Che senso ha - dicono ancora i due ambulanti - spendere i soldi per un anno in via Pietrasantina, quando gli incassi saranno inferiori ai costi sostenuti?». Poi la questione, spinosa, delle bancarelle dopo il trasferimento. «Le attuali strutture - spiegano Perini e Boni - sono chiuse su tre lati e aperte su quella che insiste sul muro. Come possono essere utilizzate in via Pietrasantina? Siamo disponibili a studiare e realizzare nuovi banchi per il ritorno in piazza. Ritorno che, come dice la sentenza, deve avvenire. E il Comune ha l’obbligo di rispettare quella sentenza. Vorremo ribadire comunque - è la conclusione - che non vogliamo per forza rimanere in Piazza dei Miracoli. La nostra proposta di acquisto dell’area commerciale dentro il Santa Chiara è ancora valida. Ma vogliamo arrivare a quell’appuntamento ancora vivi, cosa che non accadrebbe con il trasferimento in via Pietrasantina».
Garanzie sul futuro. «La sentenza del Consiglio di Stato si deve rispettare. Non è stata accolta la nostra richiesta di sospensiva dell’atto perché non è stato ravvisato danno. E questo perché i giudici romani hanno spiegato che al termine dei lavori, le bancarelle devono tornare in Piazza dei Miracoli». Questa la posizione di Confesercenti e Confcommercio a sostegno degli ambulanti. «Il Comune - dicono i vicedirettori Giulio Garzella e Elisabetta Ficeli - formalizzi la parte della sentenza che riguarda il ricollocamento e gli ambulanti lasceranno senza problemi il Duomo. Altrimenti sarà scontro. In quel caso, il Comune avrà perso un’occasione di dialogo con operatori che vogliono riqualificare le proprie attività, mettendosi in gioco con l’investimento al Santa Chiara».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
