Attenzione
540 milioni per la ricerca ma non si sa come dividerli
I fondi destinati agli atenei saranno decisi in base alle classifiche dell’Anvur ma i criteri non sono stati ancora definiti. Probabile un premio per Pisa
PISA. Risolto il problema numero uno – come tradurre 184.878 pubblicazioni scientifiche in una classifica delle università italiane – ora c’è da risolvere il secondo quesito: come usare il monumentale lavoro appena presentato per suddividere il premio di 540 milioni di euro da dare ai più bravi. Una cosa però è molto probabile: per la ricerca in città arriveranno più soldi dal ministero, visto che i tre atenei del sistema accademico pisano si sono piazzati bene.
Infatti la classifica generale dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha decretato che Scuola Superiore Sant’Anna e Scuola Normale sono rispettivamente prima e seconda in Italia tra i 25 “piccoli” istituti, mentre l’Università di Pisa è dodicesima tra le 32 “grandi”, dove l’aggettivo è dato sulla base del numero di soggetti valutati di ciascuna struttura.
In realtà si dovrebbe parlare di “classifiche” al plurale, perché la mole di dati presentata dall’Anvur è impressionante: i quasi 185mila tra articoli, libri, brevetti e simili (relativi al periodo 2004-2010) sono stati valutati negli ultimi 20 mesi e suddivisi in 14 aree scientifiche: esistono quindi graduatorie per dimensioni, per dipartimento, per area e persino classifiche ponderate, cioè con i voti pesati sulla dimensione.
Si tratta ora di capire a quale dei vari ranking sarà ancorata la distribuzione dei fondi premiali, cioè una parte del fondo di finanziamento ordinario erogato dal ministero: per il 2013 sono stati stanziati in tutto 6,695 miliardi di euro e la torta da spartirsi fra i più bravi è 539,88 milioni.
Il ministro Maria Chiara Carrozza ha dichiarato che la scelta sarà compiuta entro l’estate. Esaminando il dettaglio per aree, si vede che la città della Torre va sul podio diverse volte. Tra le piccole il Sant’Anna è primo in area 7 (scienze agrarie e veterinarie) e in area 14 (scienze politiche e sociali); secondo in area 9 (ingegneria industriale e dell’informazione) e 13 (scienze economiche e statistiche).
La Normale è seconda in area 2 (scienze economiche e statistiche) e 10 (scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche).
Tra le “grandi” l’Università di Pisa è seconda in area 4 (scienze della Terra) e terza in area 1 (scienze matematiche e informatiche); inoltre nella sola area 14 Pisa è considerata di medie dimensioni, perché la produzione di scienze politiche è minore, dato che si tratta di un dipartimento piccolino: ebbene, questa collocazione permette all’ateneo di figurare secondo anche in area 14 tra le “medie” università.
Scavando ancora più nel particolare, l’Anvur fornisce una graduatoria di tutti i dipartimenti: qui il giochetto delle dimensioni diventa molto volatile, al punto che il Tecip del Sant’Anna (Istituto di Tecnologie della comunicazione, dell’informazione e della percezione) è primo assoluto nelle medie strutture dell’area 9; mentre il Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università finisce addirittura tra i piccoli, ma al primo posto italiano dell’area 14.
A spulciare tutta la documentazione, si capisce che saranno le virgole a fare le differenze. Il sito dell’Anvur da due giorni è ingolfato di richieste: tra un paio di mesi tra i bocciati partiranno feroci polemiche, che peraltro finora non sono mancate.
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