Attenzione
Trammino costoso, Lam per il litorale
Mobilità: tra un anno il nuovo piano dei bus, verso l’aumento del biglietto a 1,20 euro. Commercio: il caso bancarelle
PISA. Rivoluzione alle porte per la mobilità: si avvicina il momento del varo del piano d’area pisana, che comprende anche una nuova Lam, la quarta. In cambio però la Regione vuole l’uniformità dei costi dei biglietti e quindi un aumento di 10 centesimi sul ticket urbano sembra ormai inevitabile. Ci sono poi i nuovi mezzi, oltre al People Mover. Ampio punto della situazione con l’assessore David Gay che, insieme alla mobilità, per questa legislatura ha ricevuto altre deleghe di primo piano: su tutte commercio e lavoro.
Assessore Gay, rispetto ai grandi temi della mobilità come intende procedere?
«Andiamo avanti secondo la pianificazione fatta nello scorso mandato. Pedoni, biciclette e trasporto pubblico. Senza dimenticare le azioni per fluidificare il traffico. Stiamo avendo buoni risultati dalle rotatorie: ne sono in costruzione di nuove sull’Aurelia, e dovranno servire anche Ikea».
Non a caso il primo atto di questa legislatura è stato l’accordo per la pedonalizzazione di via Santa Maria…
«Un atto approvato d’intesa con i residenti e le categorie. Insieme alla pedonalizzazione c’è un ridisegno complessivo dell’attraversamento e della sosta nella zona. Passeremo alla fase operativa».
Sulle piste ciclabili c’è ancora da lavorare…
«Il prossimo tratto ad essere sistemato sarà quello da via Pietrasantina al Duomo. Poi ci dedicheremo al proseguimento di via Matteotti-via Matteucci fino a via Bargagna».
La questione decisamente più complessa è quella del trasporto pubblico locale: a che punto siamo?
«Siamo legati all’emissione del bando della Regione per l’individuazione del gestore unico. Rispetto alle previsioni i tempi sono slittati. E sono intervenuti altri tagli economici, ma la Regione ha assicurato che ci aiuterà».
Con questo bando, per Pisa cambierà tanto: servizio d’area pisana, le linee extraurbane che diventano urbane, comprese quelle per il litorale. E una nuova Lam…
«Grazie ai costi a chilometro che la Regione copre potremo avere la nuova Lam, dalla stazione di Pisa San Rossore a Cisanello. Passerà da una zona cittadina che in effetti ha bisogno di essere servita: darà risposte al Cnr e alla residenza studentesca ai Praticelli».
Ma le tariffe dei biglietti?
«La Regione ci sostiene e questo permetterà di alzare la qualità del servizio, senza compromettere posti di lavoro. Nel frattempo ha chiesto all’Anci, l’associazione dei Comuni, di andare verso l’uniformità delle tariffe che prevede per il biglietto un costo di 1,50 euro. E’ un discorso generale che noi non possiamo non valutare. In prima battuta si dovrà passare per l’urbano da 1,10 a 1,20 euro, forse già in autunno».
Il bando regionale non è stato ancora lanciato…
«Le ultime indicazioni da Firenze sono bando entro dicembre e avvio del servizio a giugno».
Nuovi mezzi e collegamenti: c’è l’idea di un filobus elettrico dalla stazione ferroviaria a Cisanello…
«Per il progetto Pisamo si è affidata ad uno studio specializzato: nel rapporto costi-sostenibilità quella del filobus è considerata la soluzione migliore. Per noi non ci sono scelte predefinite, abbiamo volutamente lasciato la parola ai tecnici. Avere questo progetto è importante per andare alla ricerca di finanziamenti da Regione, Stato e Ue».
Si era ipotizzato un mezzo simile anche per collegare più frequentemente la città con il litorale…
«I tecnici dicono che è difficile reggere un investimento troppo elevato: il carico di utenza è concentrato in pochissimi mesi. Di fronte a certe valutazioni, l’unica soluzione è quella di una Lam per il litorale nel periodo estivo. Andrà poi ripensato il traffico sul lungomare. In ogni caso quello della mobilità è un tema centrale al tavolo con Regione e Parco».
Niente trammino bis, dunque. E le intersezioni con il traffico?
«Ci sono le rotatorie ad agevolare il percorso. In via Conte Fazio non si assiste più alle grandi code. E poi, dentro il progetto Incile, due rotatorie sostituiranno l’ostacolo dei semafori all’altezza del ponte del Cep».
La zona della stazione sarà sempre più il punto di partenza di tanti collegamenti…
«E’ strategico il ruolo della Sesta Porta. Sarà lo snodo intermodale della città: treno, biciclette, pullman, People Mover. Ci sono anche i parcheggi per le auto, in piazza Vittorio e in via Battisti. Ma i veri parcheggi della zona dovranno diventare gli scambiatori di Pisa Sud a fianco della fermata del People Mover: sostando lì, per arrivare in città si spenderà meno e ci si metterà meno tempo».
Ancora mobilità, ma fluviale: una voce che entra, per la prima volta, tra le deleghe…
«L’apertura dell’Incile creerà un collegamento con Livorno senza passare dal mare. Il circuito delle acque è una ricchezza, ma prima di tutto dobbiamo chiarire la questione delle competenze: tanti enti si occupano di acque interne. Poi si potranno sviluppare progetti: di carattere turistico anzitutto, ma anche come forma di trasporto vero e proprio».
Tra le sue nuove deleghe c’è il commercio: non è il tema più semplice…
«Ma è una priorità. Il piano attuale è del 2001: nel frattempo è cambiato il mondo, è normale vada rivisto. Si dovrà guardare al centro e anche alle periferie. Accanto al piano vanno affrontate questioni come l’arredo urbano e le autorizzazioni per le attività. I nostri uffici del commercio lavoreranno in maniera più sinergica con la polizia municipale, soprattutto sul fronte dei controlli».
Nodo delle bancarelle del Duomo: lo stop al progetto caserme cambia qualcosa?
«Il progetto caserme non è stato abbandonato, ma è una prospettiva più lontana. Per forza occorre trovare una collocazione alle bancarelle che non sia la Bechi Luserna. Da tempo è stato modificato il progetto Chipperfield per comprendere nel ridisegno del Santa Chiara un’area commerciale. Abbiamo chiesto all’Azienda ospedaliera di anticipare la vendita della zona che interessa ai bancarellai. Ricordo che la proprietà non è comunale».
I lavori di ristrutturazione al Museo delle Sinopie vanno fatti e per un po’ le bancarelle dovranno lasciare la piazza del Duomo…
«Sì, dovranno permettere lo svolgimento dei lavori liberando l’area».
Altra delega nuova il lavoro, in tempo di crisi…
«Il Comune non ha competenze dirette, che sono della Provincia. Ma in un momento del genere non possiamo non occuparci delle problematiche della città in questo settore. La Provincia svolge un’opera molto importante, noi la affianchiamo».
Entro fine anno, di fronte alla cancellazione delle Province, una legge dovrà provvedere a riassegnare le funzioni, compresi i Centri per l’impiego, e anche i Comuni sono in ballo…
«Un disastro come quello fatto sulle Province era difficile immaginarlo. In questa confusione i Comuni sono preoccupati: i servizi sono in difficoltà perché senza finanziamenti. Il punto non è chi si occuperà di fare cosa, ma come sarà messo in condizione di farlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
