La manifestazione
“Piccoli” atenei Sant’Anna e Normale battono tutti
PISA. Sant’Anna e Normale sono le prime due “piccole” istituzioni universitarie al top in Italia. Lo dice il primo rapporto Anvur, pubblicato ieri dopo anni d’attesa. Si tratta del lavoro svolto dall’...
PISA. Sant’Anna e Normale sono le prime due “piccole” istituzioni universitarie al top in Italia. Lo dice il primo rapporto Anvur, pubblicato ieri dopo anni d’attesa. Si tratta del lavoro svolto dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, costituita nel 2007 e resa operativa nel 2010: l’Anvur ha esaminato decine di migliaia di pubblicazioni scientifiche divise in 14 ambiti disciplinari. E siccome da questa classifica dipendono i finanziamenti agli atenei, era inevitabile che nel tempo fioccassero le polemiche: da quelle per i criteri di valutazione alle critiche persino sulla definizione delle 14 aree tematiche. Ma resta il passaggio epocale: finiscono cioè i contributi a pioggia.
Tornando ai risultati, dunque, per la città della Torre c’è da festeggiare: i due istituti d’eccellenza pisani sono davanti a Roma (Luiss) e Trieste (Sissa) in una speciale classifica che conta 25 enti. Sempre considerando le 14 aree disciplinari, ma nella graduatoria delle “grandi” università (l’aggettivo si riferisce alle dimensioni), alle prime posizioni vediamo Padova, Milano Bicocca, Verona, Bologna e Pavia.
In questo ranking si ritrova l’ateneo pisano, che risulta dodicesimo su 33 concorrenti e primo delle toscane: Siena, infatti è sedicesima e Firenze alla posizione numero 23. Tra le università di medie dimensioni valutate per aree si affermano Trento, Bolzano, Ferrara, San Raffaele di Milano, Piemonte Orientale e Ca’ Foscari di Venezia. Nella media generale, che risulta invece considerando il rapporto tra produzione e dimensioni, si affermano Siena, Verona, Milano Bicocca, Padova e il Politecnico di Milano. C’è un ulteriore dato che parla pisano: nella classifica di capacità innovativa riferita alle “piccole” al primo posto c’è lo Iuss di Pavia, seguito dall’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze (che da qualche mese si è fuso con la Normale) e dalla Scuola Superiore Sant’Anna.
Il rettore di quest’ultima, Pierdomenico Perata, commenta: «Questi dati costituiscono efficace e imparziale testimonianza del fatto che docenti, ricercatori, assegnisti e tutto il personale dedicato alla ricerca hanno lavorato bene e che la Scuola ha investito altrettanto bene nel selezionarli, dando spazio esclusivamente al merito». Il rettore dell’Università Massimo Augello aggiunge: «Siamo soddisfatti, tanto più considerando che i dati riguardano il 2004-2010 e che negli ultimi anni registriamo performance in decisa e continua crescita. Questo risultato deve servirci come stimolo per migliorare ulteriormente». (g.c.)
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