Toscana
Il rettore non ridà le tasse indietro ma salva i fuoricorso
Contribuzione in eccesso, ecco una proposta di soluzione E Sinistra Per insiste: quei soldi devono essere restituiti
PISA. L’Università non restituirà i 4 milioni circa di tasse versate in più dagli studenti nel 2011, ma si impegna a non stangare i fuoricorso almeno fino all’anno accademico 2014/15. Finisce così - con una soluzione che però non soddisfa “Sinistra Per” la quale chiede la restituzione dei soldi - il lungo dibattito sulla contribuzione studentesca sollevato all’inizio di giugno quando il cda ha certificato che nel 2011 i ragazzi hanno pagato in totale 45 milioni: una cifra che in proporzione ai fondi di finanziamento ordinario (ffo) erogati dal ministero è pari al 22%, mentre la legge fissa il tetto al 20 (nel 2012 è stato ampiamente rispettato con il 18,2%).
L’ateneo pisano nello sforamento è in compagnia di quasi tutte le università italiane, perché le tasse sono fissate in anticipo: nel 2010 per l’anno 2011, in questo caso. Ma l’importo dei fondi statali si conosce con esattezza in ritardo: solo nel 2012 sono arrivati tutti i soldi.
Difficile quindi fare previsioni sugli euro che di anno in anno da Roma sono sempre meno. Quando è arrivata l’ufficializzazione, gli universitari hanno chiesto se fosse possibile ottenere il rimborso. E ieri il rettore Massimo Augello, invitato dal consiglio degli studenti, ha accolto buona parte delle richieste preparate dai ragazzi, facendo tuttavia capire che non è il caso di insistere sulla restituzione dei 4 milioni: sono soldi ormai spesi per servizi agli studenti; per ridare indietro denaro, si dovrebbero tagliare servizi o alzare le tasse in futuro. L’Università non farà né l’una, né l’altra cosa, anche se potrebbe. Va detto, infatti, che l’unica arma che avevano gli studenti in mano era quella del ricorso al Tar: impugnando il bilancio, avrebbero potuto chiedere di far valere il precedente di Pavia, che è stata costretta a restituire le tasse oltre il 20% del ffo (sentenza non ancora definitiva). Ma ormai i termini per fare ricorso a Pisa sono scaduti. Augello, pertanto, poteva trincerarsi dietro la legge, che nel frattempo è cambiata, e dire che avrebbe alzato le tasse a chi non è in regola con gli esami. Ciò perché dopo la spending review del governo Monti, i soldi dei fuoricorso non rientrano nel conto del tetto massimo. Invece il rettore si è impegnato a lanciare una moratoria sul regolamento tasse dell’anno prossimo, cioè quel documento che prevedeva massicci prelievi proprio da fuoricorso e stranieri. Una soluzione che non fa contenti tutti, come detto. Però i ragazzi non tornano a casa a mani vuote pur non avendo più “potere contrattuale” in questa vertenza.
Anzi, Augello ha accolto bene anche la parte più politica della mozione presentata dalla lista studentesca “Sinistra per”: laddove il testo chiede che «l’Ateneo prenda una chiara posizione di contrarietà» rispetto ai tre decreti che spingono le università ad aumentare le tasse, il rettore ha risposto che se ne parlerà negli organi accademici. Per inciso, è stato calcolato che senza i fuoricorso nel 2011 le tasse sarebbero state in proporzione solo il 12,4% del ffo; e che nel 2012 (a spending review in vigore), il dato crolla all’11,5%. Volendo, dunque, i margini per “stangare” ci sarebbero stati tutti. Proposte diverse, invece, arrivano dall’associazione “Diritti a sinistra”, che aveva sollevato il caso, ma che in consiglio degli studenti non ha rappresentanti: in un suo documento autonomo chiede più servizi se non è possibile la restituzione del denaro. In particolare, una zona mensa al Polo Piagge; l’apertura di poli didattici serali in modo da avere una copertura omogenea della città; maggiori finanziamenti per le biblioteche e per offrire più periodi di studio all’estero o tirocini presso aziende.
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