Il Tirreno

Pisa

Solo una multa su tre colpisce i residenti

di Francesco Loi e Antonio Scuglia
Solo una multa su tre colpisce i residenti

Pisa risulta al quinto posto in Italia per importi pro capite. Le sanzioni maggiori colpiscono pendolari e turisti

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PISA. Pisa quinta in Italia, su cento Comuni capoluogo, per multe ai residenti dovute a violazioni del codice della strada, scrive Il Sole 24 Ore. Macchè: bisogna considerare la quota di turisti e pendolari, così la posizione reale diventa la 60ª, replica Palazzo Gambacorti. Si rinnova il duello tra amministrazione comunale e quotidiano economico. Ormai è un classico. «I residenti hanno ricevuto solo il 30% delle multe fatte in città», puntualizzano gli assessori Andrea Serfogli (bilancio) e David Gay (mobilità) per specificare che i pisani non sono tartassati dai vigili urbani. Se per Il Sole 24 Ore l’ammontare pro capite è di 100,7 euro, per il Comune scende a 29 euro.

I numeri.Ecco quanto è stato pubblicato prendendo in considerazione i bilanci. Pisa è quinta in Italia per accertamenti pro capite (annualità 2011), con un aumento dell’11,7% rispetto all’anno precedente. Altro dato: sono 108,1 gli euro pro capite riscossi, comprensivi degli arretrati. Questo significa che a bilancio vanno soldi veri, realmente incassati, e non semplici speranze o previsioni. L’amministrazione comunale non contesta i dati, ma sottolinea la lettura che deve esserne data. «Bisogna tener conto delle specificità di Pisa», dicono gli assessori. Il discorso, in pratica, è quello noto: la città ha 85mila residenti, ma è abitata realmente da 120mila persone e ogni settimana entrano 500mila veicoli, considerando sia i pnedolari che i turisti. Le multe, dice Palazzo Gambacorti, colpiscono i pisani “solo” per il 30%. Dunque, i circa 8,7 milioni di euro di multe nel 2011 vanno divisi diversamente. Il calcolo che fa il Comune è il seguente: 2,6 milioni (la quota relativa al 30%) ripartiti tra i 92mila iscritti in anagrafe fanno 29 euro pro capite. Non più oltre 100.

La riscossione. Da valorizzare, semmai, per l’assessore comunale al bilancio è la capacità di riscossione del Comune. «Diversamente dalla stragrande maggioranza dei Comuni capoluogo - dice - noi abbiamo la nostra agenzia di riscossione, la Sepi, e quindi non abbiamo risentito assolutamente delle difficoltà patite da coloro che avevano affidato il servizio ad Equitalia. Anche il Sole 24 Ore colloca il nostro Comune tra quelli con le migliori performance: una capacità confermata anche per il 2012, anno in cui, a fronte di una previsione di circa 9,1 milioni, ne sono stati incassati 8,3». Inoltre, aggiunge Serfogli, «a differenza di altri il Comune di Pisa rispetta pienamente la norma del codice della strada destinando il 50% dei proventi ai miglioramenti della sicurezza stradale, alle manutenzioni e alla segnaletica trasferendo ogni anno circa 3 milioni di euro a Pisamo che, rapportati agli stessi 92mila residenti, fanno 32,4 euro pro capite. Quindi, in media, ogni pisano spende ogni anno circa 29 euro, che però gli ritornano sotto forma di interventi per la sicurezza stradale».

E’ annullabile?L’altro lato della medaglia è che ogni anno sono centinaia i pisani che contestano le multe davanti al giudice di pace: un numero cospicuo, sebbene molto inferiore rispetto agli anni passati, visto che dal 2010 il ricorso si paga. O meglio, si paga un anticipo (38 euro) che poi verrà restituito se l’automobilista ha ragione. Ecco i casi più frequenti, nella statistica dei giudici pisani, in cui i cittadini riescono a farsi annullare la multa.

Sosta vietata.La multa non può essere fatta né dagli autisti del Ctt (salvo che uno sosti o proceda lungo le corsie riservate ai pullman) né dagli ausiliari del traffico, competenti solo a rilevare la sosta non pagata negli stalli blu oppure effettuata nei pressi recando intralcio a chi deve entrare o uscire dal parcheggio a pagamento.

Stalli blu e multa troppo veloce.Annullate numerose sanzioni che erano state elevate pochi minuti dopo il parcheggio, oppure col “grattino” scaduto da pochi minuti, se l’automobilista nel frattempo era andato a fare il biglietto. Secondo una sentenza del giudice Mario Casella, mai smentita a nostra conoscenza da altre, «per dar modo agli utenti della strada di potersi munire di valido tagliando si è convenuto il tempo massimo di 10 minuti».

Quando il tagliando c’è (ma non si vede).L’obbligo del cittadino è quello di pagare la sosta e non di essere certi che chi controlla veda bene lo scontrino. La sentenza è di Flavio Ceccarini. Naturalmente però bisogna provare di aver pagato. E’ stato respinto dal giudice Scognamiglio il ricorso di una donna che sosteneva di aver regolarmente preso il ticket e di averlo esposto, ma dal giudice ha portato solo una testimone che «confermava il pagamento».

Ztl, più contravvenzioni nella stessa via.Le telecamere sono legali e rispetto ai primi tempi è diventato quasi impossibile farsi annullare le multe ricevute perché non ci si è accorti di entrare in Ztl. Ma c’è un caso in cui normalmente viene ritenuta valida solo la prima sanzione e annullate le successive: è quando viene ritenuta dal giudice la buona fede dell’automobilista, ovvero si cerca l’uscita e si passa e ripassa per i varchi. «Se si pensa - scrive il giudice Bongiorno - al caso concreto di come un veicolo non autorizzato che entra nella Ztl e vi circola per svariate ore senza mai uscirvi e senza mai rientrare venga multata una sola volta, non si comprende come sia possibile invece sanzionare due o più volte un veicolo che ha circolato nella zona interdetta solo per pochi minuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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