Il Tirreno

Pisa

LA RICETTA DI “SINISTRA PER”

«Servono bagni e cestini ma anche più spazi»

«Servono bagni e cestini ma anche più spazi»

PISA. Più bagni pubblici in centro e un maggior numero di cestini. La ricetta di “Sinistra per”passa anche dalle esigenze pratiche di chi, una volta bevuto durante le serate con gli amici, deve...

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PISA. Più bagni pubblici in centro e un maggior numero di cestini.

La ricetta di “Sinistra per”passa anche dalle esigenze pratiche di chi, una volta bevuto durante le serate con gli amici, deve risolvere i problemi dei bisogni fisiologici e di dove gettare le bottiglie.

«La vita in città, più nota alle cronache con la svilente denominazione di "movida", viene troppo spesso ricondotta a questioni di ordine pubblico – afferma l’associazione universitaria –. Per poi arrivare ad imputare la causa di tutto alla folta presenza degli studenti, vista come turbatrice della pubblica sicurezza».

Per “Sinistra per” l'incentivo dell'uso delle forze dell'ordine per evitare le "turbolenze" di varia natura è una soluzione che, già in passato, ha dimostrato tutti i propri limiti.

«Un nuovo attacco a mezzo stampa si è avuto con la lettera di don Armani che ha definito i frequentatori di piazza dei Cavalieri "degli sfaticati notturni che occupano gli spazi e in particolare il sagrato antistante la chiesa monumentale di Santo Stefano" – proseguono gli studenti –. Una visione chiusa, generalizzatrice e penalizzante».

L’aspetto sottolineato dall’associazione è quello che «il riversarsi nelle piazze e nelle zone del centro storico degli studenti è frutto della limitazione, nel numero e nell'accesso, degli spazi presenti in città».

“Sinistra per” non vuole legittimare gli atti di chi non rispetta le basi della convivenza, ma ritiene che la soluzione del problema non sia da cercare nel più elevato dispiegamento di forze dell'ordine, quanto piuttosto nella predisposizione di bagni pubblici nel centro e di un numero più elevato di cestini, «ricordiamo che dopo i lavori, piazza dei Cavalieri ne è totalmente sprovvista» rimarcano.

«Riteniamo che si debba procedere in senso inverso a quello in cui si sta andando adesso – concludono gli studenti –. Un progetto condiviso di lungo periodo che veda l'apertura degli spazi di socialità a tutta la popolazione studentesca, che non faccia diventare gli studenti un disturbo per la città ma una risorsa concreta che fa vivere la città intera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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