Il Tirreno

Pisa

Tra musica e birra ecco la città by night

di Cesare Bonifazi
Tra musica e birra ecco la città by night

Viaggio nella movida dopo la lettera aperta di monsignor Aldo Armani sugli eccessi dei giovani in piazza dei Cavalieri

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PISA. La movida vive ciclicamente momenti di polemica, questa volta la pietra dello scandalo l'ha lanciata monsignor Aldo Armani, rettore della Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, che pochi giorni fa ha espresso, in una lettera aperta, la sua rabbia contro il degrado che porterebbero coloro i quali decidono di passare la fine delle loro serate in piazza dei Cavalieri.

Le opinioni, come al solito, si dividono tra quelli che, come monsignor Armani, gridano allo scandalo e al degrado e quelli che pensano che non ci sia niente di male nelle serate trascorse dai giovani in centro.

Vita notturna. Abbiamo fatto un viaggio nella movida del venerdì sera per capire dove vanno e cosa fanno i ragazzi. La vita notturna inizia quando il sole deve ancora tramontare: alle solite piazza delle Vettovaglie e piazza Garibaldi si aggiungono i locali lungo il fiume, “le spiaggine”; qui chi vive la città o chi ritorna dal mare si butta per l'aperitivo, un cocktail tra musica e luci naturali che si spengono. È qui che il pisano, il giovane, lo studente viene per rilassarsi. Spesso ci sono dj-set e musica dal vivo in prima serata, tanto che l'aperitivo si trasforma in aperi-cena e poi in dopocena. I locali sono tanti e sparpagliati in tutto il centro storico: piazza Gambacorti, piazza Sant'Omobono, piazza San Paolo all'Orto, piazza Cairoli, via delle Case Dipinte. L'atmosfera è rilassata e l'umore è quello leopardiano da sabato del villaggio.

La serata tipo. Il nostro venerdì prosegue nel flusso della serata tipo. Chi è in centro e ha solo qualche stuzzichino nello stomaco decide di andarsi a prendere qualcosa da mangiare: un panino, un kebab, una piadina, un tagliere, un pezzo di pizza. Giusto per non appesantirsi e non alleggerire troppo il portafoglio che ne avrà ben d'onde nel corso della serata. Il prezzo medio di un cocktail varia dai 4 ai 6 euro a seconda del locale. C'è chi, dopo essersi rilassato alle spiaggine, ritorna in centro ed è qui che incomincia il tutto, il presunto scandalo, la presunta devastazione.

Verso mezzanotte. Effettivamente, quando si arriva intorno a mezzanotte, i segni dell'alcol si fanno sentire e non è raro trovare qualche avventore della movida appartato in un vicolino ad orinare. Non tutti i locali sono così gentili da offrire la loro toilette e, quando chiudono, non si può certo dire che a Pisa ci siano molte possibilità per le minzioni. I pochi bagni chimici che erano stati installati nei mesi scorsi sono stati rimossi (via Consoli del Mare, un esempio su tutti). Non è così difficile trovare persone ubriache, ma il flusso della gente è così alto che si perdono subito in mezzo alla folla.

Piazza dei Cavalieri. È verso quest'ora che incomincia la diaspora verso piazza dei Cavalieri. E di gente ce n'è veramente tanta. Tutti giovani. Il sagrato della chiesa offre uno spettacolo meraviglioso della piazza e tra una birra e l'altra la notte scorre veloce. Ci sono anche coloro che si attrezzano per tirar tardi e, muniti di carrello della spesa, si portano dietro cibarie e bevute. La piazza è il mercato dei cingalesi: dotati di secchi e ghiaccio vendono birre a poco prezzo muovendosi tra la gente che bivacca. E quando il ghiaccio è finito? Birra calda.

I bonghi. Immancabili i bonghi che tanto c'entrano nella polemica sulla piazza. Qui torna in mente la famosa canzone di qualche anno fa degli “Elio e le Storie Tese” nella quale si parlava dei problemi di ritmo dei suonatori di bonghi del Parco Sempione a Milano: a Pisa le cose non sono così diverse.

Qualche ragazzo arriva con la chitarra e - complice il caldo e, forse, la voglia di spiaggia - si mette a suonare le canzoni pop e rock della sua generazione. Purtroppo proprio dietro la chiesa e nei vicoli circostanti i giovani si appartano ad orinare, non avendo di meglio dove andare, e questo è un peccato perché ciò, oltre a rovinare la chiesa, rende pestilenziali le stradine del centro. La mattina il puzzo di urina, soprattutto d'estate, è vomitevole.

È quasi l’alba. La notte è lunga e i giovani rimangono fino a dopo le 4 in piazza. Cosa ne pensano le ragazze di tornare a casa così tardi? Non hanno paura a rientrare da sole? Tutt'altro. A detta di alcune di loro, si sentono più al sicuro a camminare in centro con tutta quella gente piuttosto che percorrere una strada decentrata, deserta e poco illuminata: folla come deterrente per la sicurezza, quindi.

Memori delle foto scandalose della piazza ridotta ad un tappeto di vetri rotti, alcuni si sono muniti di cartoni per buttare le bottiglie, anche perché di cestini in piazza non ce ne sono.

Malgrado alcuni problemi (orinatoi a cielo aperto, poca pulizia delle strade e qualche tipo sospetto in qualche vicolo), il nostro venerdì sera è andato avanti tranquillo e non ci sono stati episodi di violenza o maleducazione da parte degli “sfaticati”, come li ha chiamati monsignor Armani, che fanno tardi la notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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