Sicurezza
Raddoppiati i debiti verso l’Inps
La Misericordia deve 1,3 milioni all’istituto di previdenza. In bilancio beni e opere d’arte per 1,5 milioni
PISA. Finora nella complicata vicenda della Misericordia - su cui indaga la magistratura - di numeri se ne erano visti pochi. Si parlava di una dozzina di milioni di euro di buco, 62 dipendenti di cui una quarantina a rischio licenziamento.
Tutto qua. Andando invece a vedere il bilancio approvato dallo stessa Misericordia il 30 Aprile i numeri ci sono tutti e danno il quadro complessivo di come si è arrivati alla decisione che infiamma la vita dell’ente assistenziale più antico della città.
Analizzando lo stato patrimoniale il primo numero che salta all’occhio è il totale dei debiti: 9.973.345 euro, in aumento rispetto all’anno precedente di 271.451 euro. Un aumento del debito dovuto, a quanto si legge nella nota integrativa che accompagna il bilancio di esercizio 2012, principalmente «all’incremento dei seguenti debiti: verso le banche per 5.526 euro, verso i clienti per funerali in vita per 13.842 euro, verso i fornitori per 155.665 euro, verso l’Erario per debiti tributari per 44.883 euro e verso gli istituti previdenziali per 626.829 euro».
Il grosso dei debiti risulta derivante da esposizione verso le banche: 7.323.254 euro di cui la maggior parte (6.590.054 euro) derivante da mutui, sia ipotecari che finanziari, e i restanti 733.200 euro da debiti su conti correnti distribuiti in cinque diverse filiali. Il totale dei debiti verso i fornitori è salito a 810.144 euro di cui 357.120 euro di fatture ancora da ricevere mentre risultano più che raddoppiati i debiti tributari, passati dai 31.812 euro del 2011 agli attuali 76.696 euro. Stessa sorte per i debiti verso gli istituti di previdenza e sicurezza sociale passati dai precedenti 717.375 euro a 1.344.204 euro.
Le cifre offrono anche chiarezza sul valore degli immobili della Misericordia: la nuova sede è messa a bilancio per un valore di 6.000.012 euro alla quale si aggiungono la cappella del cimitero, la sagrestia e le camere mortuarie, il negozio di fiori del cimitero e i locali dei servizi cimiteriali per un valore immobiliare complessivo di 7.757.051 euro.
L’Arciconfraternita ha poi a bilancio beni e attrezzature per 1.603.304 euro ma gran parte di questi derivano da beni ed opere d’arte per un valore di 1.500.000 euro. L’analisi della gestione dell’anno appena passato non può però prescindere dal risultato dell’anno precedente: ai nastri di partenza del 2012 infatti la situazione patrimoniale si presentava già in negativo di 1.827.979 euro ai quali vanno aggiunti i meno 69.842 euro dell’esercizio al 31 dicembre.
Un saldo negativo del rendiconto di gestione nonostante un sensibile aumento dei proventi, passati dai 4.509.050 euro del 2011 ai 5.409.035 euro del 2012, e che gode dei proventi straordinari derivanti dalla rivalutazione.
«Del valore delle rimanenze realizzate nell’anno 2011 per opere in corso d’esecuzione per 697.576 euro – come si legge ancora nella nota integrativa – senza questa posta di carattere straordinario sarebbe stato negativo per 767.419 euro».
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