Il dolore
In pericolo la biblioteca di geografia
PISA. «Per motivi legati alla riorganizzazione dei corsi di laurea si sta per chiudere la prestigiosa e storica biblioteca dell'Istituto di Geografia di via San Giuseppe che aveva circa sessantamila...
PISA. «Per motivi legati alla riorganizzazione dei corsi di laurea si sta per chiudere la prestigiosa e storica biblioteca dell'Istituto di Geografia di via San Giuseppe che aveva circa sessantamila volumi»
L’allarme viene lanciato da Riccardo Canesi, a nome del Coordinamento toscano degli insegnanti di geografia.
«La biblioteca - spiega Canesi - sarà trasferita in via temporanea a Palazzo Boileau, per poi essere definitivamente collocata presso quella del Polo Umanistico in via dei Mille. Per la ristrettezza dei locali da occupare temporaneamente (due stanze) e definitivamente (non si sa su quali spazi) essa è stata smembrata e in parte distrutta: dei circa 60.000 volumi (45.000 dell'ex Istituto di Geografia della Facoltà di Lettere e 15.000 circa dell'ex Istituto di Geografia Umana della Facoltà di Lingue), circa un terzo (costituito per la maggior parte da manuali ad uso didattico, monografie regionali della Toscana, testi di geografia generale, umana ed economica e riviste in corso) sono finiti a Palazzo Boileau, una grossa parte (comprendente le riviste meno consultate, e quindi più rare e ricercate, le monografie regionali sull'Europa e il resto del mondo, il materiale bibliografico, ecc.) è finito nell'archivio generale dell'Università (sito a qualche chilometro da Pisa), mentre il resto, costituito da testi già presenti in altre biblioteche e da tutta la miscellanea, è stato mandato al macero. Nel contempo anche la parte cartografica è stata mandata a Palazzo Boileau in un'unica piccola stanza, al cui interno non c'è posto neanche per tutte le carte murali e per quelle a grande scala dei Paesi extraeuropei, che devono quindi trovare ancora una collocazione (non si sa dove). La stessa cosa accade anche per tutti gli strumenti geografici, la collezione litologica, la collezione fotografica, i globi e l'intera collezione di Atlanti (circa duecento, alcuni dei quali risalenti al XVIII secolo)».
«Le motivazioni di tutto questo - afferma Canesi - sono molteplici, sicuramente la riorganizzazione dei dipartimenti e dei corsi di studio, come anche le scelte politiche e finanziarie del Ministero in generale ma, in particolare, pesano le scelte locali dell'Ateneo pisano».
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