Sicurezza
Mattonaia, lavori bloccati per una lite su un marciapiede
Querelle tra il Comune e la parrocchia di S. Michele in Borgo Ma l’assessore rompe gli indugi: a settembre faccio il bando
PISA. «Divideremo i lavori alla Mattonaia in due lotti ed a settembre emaneremo il bando di gara». L’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli rompe gli indugi sulla querelle tra la parrocchia di San Michele in Borgo ed il Comune, decidendo di dare il via ai cantieri sulla parte di proprietà del Comune. Da marzo dell’anno scorso, infatti, il Comune e la parrocchia si fronteggiano sulla proprietà di un marciapiedi che passa dietro la chiesa di San Michele in Borgo dove c’era una vecchia entrata per i fedeli. Quel “lembo” di contenzioso blocca di fatto oltre 4mila mq di lavori all’immobile dell’ex Mattonaia (inutilizzata da 27 anni) per un importo di circa 3 milioni di euro. Questi tre milioni di euro non verranno versati nelle casse comunali bensì la futura ditta aggiudicatrice della proprietà della Mattonaia procederà a lavori pubblici di pari importo: fare le fognature a Marina (da via Arnino al Bagno Lido), il rifacimento (marciapiedi, illuminazione ed asfaltatura) di via Pietrasantina e di Lungarno Pacinotti (ampliamento dei marciapiedi). Quindi, questa bagarre tra Comune e parrocchia non solo ha bloccato per oltre un anno i lavori alla ex Mattonaia ma anche le altre opere pubbliche.
«Dividendo i lavori della ex Mattonaia e della piazzetta su cui si affaccia l’immobile, in due lotti distinti – spiega Serfogli - potremmo procedere ad emanare la sospirata gara anche perché uno di questi due copre il 99% della superficie dei lavori». Nel frattempo, Comune e parrocchia continueranno a fronteggiarsi in cerca di un accordo. «Spero che quando si dovrà procedere al secondo lotto – continua l’assessore - si sarà chiarita la vicenda o ci sarà stata l’acquisizione da parte nostra di quello zoccolo che costeggia il retro della chiesa, anche se ribadisco che la porzione su cui la parrocchia vanta dei diritti è di proprietà del Comune». L’assessore, stando alle sue dichiarazioni, ha più volte “garantito la servitù di passaggio” ai quei fedeli e parrocchiani che un domani vorranno accedere alla chiesa passando dal retro della stessa.
Quella del braccio di ferro tra Comune e parrocchia è solo l’ultima assurdità burocratica che ha colpito la ex Mattonaia, un caso che grida allo scandalo visto che dopo 27 anni quell’enorme complesso (11 appartamenti e 6 fondi commerciali in centro) è ancora senza identità, senza persone che vi abitano e senza commercianti che aprono nuove attività. Il Comune e la parrocchia di San Michele in Borgo si fronteggiano a colpi di missive da marzo dell’anno scorso. E da quanto si è potuto apprendere, sembra che le missive tra Comune e parrocchia vadano avanti dagli anni Quaranta. Perché? In alcuni faldoni si certifica che l’intera piazza (su cui si affaccia la ex Mattonaia) appartiene alla chiesa in quanto lì c’era un convento, ma poi venne bombardato e al suo posto venne fatto un parcheggio (che però era comunale). «A noi risulta, da dati catastali, che quell’area sia nostra», si ribadisce dal Comune. È pur vero però che quel marciapiede è proprio attaccato alla chiesa e in passato, ci passavano i fedeli per entrare in chiesa o per andare nella cripta. «È un’area veramente piccola - conclude Serfogli - e, se anche fosse nostra, non sarebbe oggetto di sostanziali interventi progettuali se non quelli di ripristino o ristrutturazione».
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