Il Tirreno

Pisa

Gli studenti: salvare l’appello di dicembre

di Gianluca Campanella
Gli studenti: salvare l’appello di dicembre

La proposta è diminuire la durata delle lezioni in modo da non accavallarle con le sessioni d’esame

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PISA. L’assemblea pubblica indetta ieri dagli studenti dell’area umanistica si è conclusa con un documento di tre punti, condiviso dai docenti presenti, che potrebbe essere discusso nel prossimo consiglio di dipartimento. Il succo delle richieste è salvare l’appello di dicembre, tentando di non esasperare gli animi: per questo tra le tre soluzioni proposte quella più “diplomatica” è proprio «la diminuzione delle ore per credito da 7 a 6 che consente di mantenere l’appello con addirittura meno complicazioni di quanto avviene adesso». In pratica, se le lezioni durano di meno, a dicembre anche gli studenti in corso possono sostenere esami senza disertare la didattica in aula.

Il muro contro muro era esploso martedì nel precedente consiglio di dipartimento, che stava approvando il nuovo calendario didattico voluto dal direttore Alessandro Polsi, in cui era prevista l’eliminazione dell’appello di dicembre o, meglio, il suo ripristino in senso letterale: sessione riservata ai fuoricorso. La seduta è stata sospesa per l’irruzione dei ragazzi che contestavano la scelta. Polsi la difende, sostenendo che l’appello di dicembre nel Regolamento accademico figura come “straordinario” e riservato ai fuoricorso; ma nella prassi è sempre stato aperto a tutti e ciò ha comportato un disagio per coloro per i quali era nato (gli studenti lavoratori e i fuoricorso, appunto) e si è trasformato in una “tentazione” per gli altri iscritti regolari, che trascuravano le lezioni del semestre in corso.

A questa argomentazione l’assemblea pubblica autoconvocata ha trovato la classica soluzione “all’italiana”: ridurre le ore di lezione. I professori presenti si sono detti d’accordo; mentre Polsi (anch’egli ha seguito la riunione di ieri a Palazzo Ricci) non ha cambiato idea. Resta da conoscere l’opinione dei docenti assenti, che probabilmente si esprimeranno nel prossimo consiglio, visto che l’assemblea ha intenzione di presentare richiesta formale di discussione. I punti sono: in primo luogo «una finestra dedicata all’audizione degli studenti e di tutti coloro che intenderanno portare il proprio punto di vista» nella seduta dedicata al tema; e la denuncia del «provvedimento d’urgenza» usato da Polsi per approvare il calendario. Poi la diminuzione delle ore in modo da non interferire con il calendario didattico (cioè con l’inizio delle lezioni) proposto dal direttore Polsi. Infine, la richiesta di «intraprendere all’inizio del prossimo semestre un confronto ampio con il dipartimento di filologia, letteratura e linguistica anche attraverso assemblee aperte studenti-docenti come quella odierna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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