Sicurezza
Misericordia, ci saranno altri indagati
Non è isolata la posizione dell’ex direttore Dringoli nell’inchiesta per peculato. Sotto la lente dieci anni di contabilità
PISA. È solo l’inizio. L’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex direttore generale della Misericordia, Dino Dringoli, 51 anni, di Pisa, anticipa quello che sarà un lungo elenco di persone destinate a finire sotto inchiesta. La Procura vuole capire come sia stato possibile caricare di oltre 12 milioni di euro di debiti l’Arciconfraternita della Misericordia mettendone a repentaglio la stessa esistenza. Il sostituto procuratore che conduce le indagini, Giovanni Porpora, non rilascia dichiarazioni e si limita a dire che sta lavorando. Le perquisizioni a cura della Guardia di finanza, con i sequestri degli atti utili a ricostruire entrate e uscite dell’associazione di volontariato con organici da piccole-media industria, si sarebbero esaurite con il blitz di mercoledì.
Le accuse. Per il momento l’unico indagato con l’accusa di peculato è Dino Dringoli, direttore generale della Misericordia dal gennaio 1997 al giugno 2011. Sono tre le contestazioni mosse dalla Procura. Essersi appropriato dal gennaio all’aprile 2010 di 50mila euro di proprietà della Misericordia per girarli alla Cooperativa Fratellanza di cui era amministratore. E sempre nel ruolo di direttore lo accusano di aver preso nel 2011 almeno 800mila euro versati alla Misericordia per un finanziamento destinato alla costruzione del nuovo padiglione del cimitero pisano. Soldi che, secondo la Procura, avrebbe dovuto versare alla ditta appaltatrice, la Nuova Fondiaria Paradisa Spa. C’è poi l’aspetto dei finanziamenti concessi dalla Regione in occasione delle grandi calamità e distratti dai bilanci dell’Arciconfraternita. In questo caso l’ipotesi di reato è di peculato in concorso. Si tratta, però, di persone ancora da identificare. Altri nomi finiranno sotto inchiesta appena gli inquirenti saranno in grado di decifrare conti e operazioni.
Le indagini. Il lavoro dei finanzieri è stato lungo e laborioso. La documentazione contabile sequestrata risale al 2003. Si va dai bilanci consuntivi a quelli preventivi, dai regolamenti di cassa per i vari servizi (pronto soccorso, cimitero e protezione civile) ai libri per gli inventari, dai registri dei beni ammortizzabili ai verbali delle sedute del Magistrato (l’organo direttivo della Misericordia). Ma non basta. La Finanza ha acquisito anche i verbali del collegio sindacale, documenti bancari e quelli riferiti alla vendita della vecchia sede e all’acquisto di quella nuova al Cep e alla realizzazione del padiglione al camposanto. Così come sono stati sequestrati gli atti dei mutui accesi dal 2003 ad oggi oltre ad agende e chiavette Usb personali.
Informati sui fatti. Al momento non ci sono altri indagati. Il dottor Porpora e e i finanzieri stanno studiando le carte. Di sicuro verrà sentito, a parte Dringoli, chi ha ricoperto incarichi di responsabilità nel periodo messo sotto la lente dagli investigatori. Le perquisizioni hanno riguardato, come persone informate sui fatti, l’attuale Governatore, il commercialista Luigi Marchetti, e i precedenti, dal 2003 in poi: il commendator Mino Farnesi, Luigino Bonaccorsi, Antonio Strambi, e i vicegovernatori Davide Rossi e Daniele Giugliano.
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