Il Tirreno

Pisa

Bus, sciopero di quattro ore

di Luca Lunedì
Bus, sciopero di quattro ore

Intanto i consiglieri comunali della sinistra si schierano al fianco dei lavoratori della Ctt contro gli ipotizzati tagli al personale

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PISA. Il gruppo consiliare “Una città in comune – Rifondazione comunista” scende in campo al fianco del personale della Ctt Nord che nelle tre province di Pisa, Livorno e Lucca incroceranno le braccia domani, 13 luglio, per quattro ore (dalle 11,59 alle 15,59) in segno di protesta per i tagli al personale previsti dal piano di accorpamento in vista del prossimo bando di gara regionale.

«Stando alle cifre attuali – commenta Ciccio Auletta, capogruppo in consiglio comunale di “Una città in comune” – Rc - si parla di una probabile riduzione del 25% del personale oppure di un aumento del costo del biglietto del 2,5%».

Lo sciopero indetto dai sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil porta la questione del trasporto pubblico locale direttamente in Comune. Qui verrà trattata attraverso l’audizione nelle commissioni consiliari.

«Chiederemo – continua Auletta - che nella seconda commissione di controllo e garanzia (quella dedicata alle aziende partecipate ndr) vengano sentiti i vertici della Ctt Nord e dei sindacati per fare chiarezza prima di tutto sulla situazione debitoria dell’ente, poi sulla situazione dirigenziale e sul futuro assetto del personale».

Il pericolo, denunciato anche da Marco Ricci, altro componente del gruppo consiliare, è che l’aumento del biglietto e i tagli al personale vadano ad abbattersi sulla fasce più deboli della popolazione che sono poi quelle usufruiscono maggiormente dei bus cittadini.

«La concezione del trasporto pubblico non può prescindere da due direttrici – spiega Ricci – primo la sostenibilità ambientale del parco macchine e poi l’elevata funzione sociale che svolge: è un servizio essenziale per l’accesso ai poli ospedalieri e agli uffici».

Conclude Federico Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista: «La questione del lavoro diventa centrale considerando che 460 dei 1300 dipendenti provengono dall’azienda pisana e che i lavoratori di Pisa hanno già fatto un grande sforzo per aumentare la produttività. Noi chiediamo che i tagli vengano coperti dalla riduzione dei quadri manageriali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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