Sicurezza
Stop al progetto caserme i turisti passino dal centro
Si complica lo spostamento del parcheggio dei bus alla Bechi. Le associazioni rilanciano: meglio, e ora pensiamo ad una fermata opposta a via Pietrasantina
PISA. A distanza di dodici anni dal suo avvio, il progetto caserme potrebbe conoscere uno stop definitivo o quasi. Nell’intervista all’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito pubblicata ieri sono emerse, per la prima volta, fortissime perplessità. Primo, perché il ministero della Difesa non sembra così interessato ad avere una nuova caserma a Pisa. Secondo, perché la maxi-permuta dovrebbe muovere 80 milioni di euro e il mercato immobiliare, non da ora, è in frenata. Se però l’intesa saltasse davvero, non tutti in città sarebbero dispiaciuti, anzi.
Il progetto. Prima di vedere le posizioni in gioco conviene ricapitolare il progetto caserme. Si tratta, in effetti, di una maxi-permuta. Il ministero dovrebbe lasciare le tre caserme (Artale, Bechi Luserna, ex distretto) ricevendo in cambio una nuova struttura, più grande, ad Ospedaletto. Il Comune convertirebbe poi l’uso delle caserme e la Bechi Luserna sull’Aurelia (dove l’esercito sta concentrando le sue forze) diventerebbe il nuovo terminal dei bus turistici al posto dell’attuale in via Pietrasantina, senza dimenticare che in quell’area era stato preventivato anche l’approdo finale delle bancarelle del Duomo.
Sfruttare il People Mover. Dopo tanti anni, i negoziati con il ministero della Difesa non si sono ancora concretizzati. Per questo l’assessore Zambito parla della necessità di «iniziare a pensare ad un piano B». In altre parole, imboccare un’altra strada (che forse esiste già, ma resta segreta). E ora? «Cogliamo l’occasione per ripensare i percorsi turistici in città», dice Antonio Veronese, presidente di Assoturismo Confesercenti. «In ogni caso avevo un timore sul fatto che quel tratto di Aurelia, che tra poco dovrà anche servire Ikea, fosse in grado di gestire flussi di traffico da 70mila bus concentrati in sette mesi l’anno e in sette ore del giorno. Un semplice problema e sarebbe il caos». L’alternativa? «Avremo il People Mover, sfruttiamolo. Diamo a Pisa due approdi turistici: uno, per le visite di mezza giornata alla Torre e dintorni, può rimanere quello attuale in via Pietrasantina, ma migliorando il percorso che porta alla piazza. L’altro potrebbe essere a Pisa sud, dove sono in costruzione i parcheggi scambiatori presso la fermata intermedia del People Mover, rivolto ai turisti che si fermano di più e che in questo modo entrerebbero in città dall’asse commerciale».
Opposto a via Pietrasantina. «Dico all’assessore che il piano B ce l’abbiamo noi: per questo abbiamo istituito il tavolo permanente del turismo, che raccoglie tutte le categorie», dice Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio. Ma qual è il piano B? «La stella polare è che i turisti devono arrivare in piazza del Duomo attraverso il centro: per questo è necessario un terminal situato all’opposto di via Pietrasantina. Questo piano i nostri imprenditori vogliono condividerlo con la giunta». Maurizio Nardi, presidente di “Vivere Pisa”, aggiunge: «La scelta del nuovo terminal diventerà determinante per stabilire se Pisa dovrà accontentarsi di un turismo mordi e fuggi oppure più presente. Un’esperienza concreta è stata l’accoglienza dei Pueri Cantores: arrivo in piazza Vittorio Emanuele, promozioni presso bar e negozi del centro, itinerari inediti e approdo alla Torre solo alla fine. In quest’ottica il parcheggio di via Pietrasantina potrebbe servire come punto di raccolta per la ripartenza da Pisa. Che poi si debba scegliere tra piazza Sant’Antonio, piazza Vittorio, Sesta Porta o simili fa poca differenza».
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