Italia
Roberta, la risposta dei Ris entro la fine della settimana
Piccole tracce biologiche sono state trovate nel vano di un furgone Geste che sarebbe stato usato dal marito e sull’auto della giovane amante
PISA. Piccole tracce biologiche. Sono state trovate nel vano del furgone di Geste che sarebbe stato, come altri tre, in uso ad Antonio Logli, sospettato di aver ucciso la moglie, Roberta Ragusa, e sull’auto della sua giovane amante, Sara Calzolaio. Le risposte sui tamponi rilevati sui due mezzi - nell’ambito dell’inchiesta in atto per la misteriosa scomparsa della donna, avvenuta a Gello di San Giuliano un anno e mezzo fa - arriveranno dai Ris di Roma entro fine settimana. Potrebbero essere tracce insignificanti e relative a chissà chi, ma la speranza degli inquirenti è che possano in qualche modo portare alla titolare dell’autoscuola Futura svanita nel nulla a metà gennaio del 2012. Si tratta di tracce piccolissime, trovate su uno dei Fiorini di Geste, nel vano adibito a trasporto (dove due colleghi di Antonio dicono di aver visto, nei giorni successivi alla scomparsa di Roberta, delle coperte e dei fazzolettini macchiati di sangue), e nella Fiesta della giovane amante dell’uomo, sui tappetini e sui sedili.
I reparti speciali hanno cercato martedì scorso non solo su uno dei quattro Fiorini di Geste, due dei quali di certo usati da Logli, ma anche sulla Fiesta di Sara e sulla Mercedes del suocero di Roberta, Valdemaro, operazione che ha portato all’iscrizione dei due sul registro degli indagati, con l’accusa di favoreggiamento nell’occultamento di cadavere.
Nelle indagini c’è l’ipotesi di un tragitto, il possibile percorso fatto quella notte da Logli col Fiorino dell’azienda per cui lavora come elettricista, se si crede che sia proprio lui il responsabile della sparizione della moglie. Dopo essere stato sorpreso in autoscuola o in casa al telefono con l’amante, Antonio incontra Roberta, fuggita di casa nella notte in preda all’ira, in via Gigli. Dopo la supposta lite, i due salgono sulla C3 celeste di lei direzione Metato-Pisa. E’ accaduto davvero qualcosa, durante quel diverbio, alla donna? L’uomo ha perso la testa accorgendosi che un colpo al capo, forse la portiera sulla tempia, era stato fatale? La direzione potrebbe essere stata Geste, dove Antonio avrebbe lasciato la C3 e preso il furgone fermo da mesi su cui carica il corpo e con cui fugge verso una direzione sconosciuta, ma circoscritta nell’ambito del parco, meta ideale per nascondere qualcosa o qualcuno. Poi sarebbe tornato indietro, avrebbe rilasciato il furgone e ripreso la C3. A questo punto ci sono due ipotesi. La prima: Antonio – per motivi diversi: forse è lì vicino, forse un guasto - lascia la C3 al cimitero, dove qualcuno dice fosse ferma, dichiarata in panne, il sabato mattina. Avrebbe poi chiamato, con un telefono sconosciuto, qualcuno che lo avesse accompagnato a recuperare la Focus verde ferma all’inizio di via Gigli, dove lo avrebbe visto la prima volta il giostraio Loris, e da qui sarebbe tornato a casa, andando a riprendere l’utilitaria della moglie il giorno dopo, quando dice di essere andato al cimitero a controllare se Roberta fosse là. La seconda: Antonio torna con la C3 a casa e la parcheggia; dunque l’auto al cimitero ci resterebbe il giorno dopo, quando ci va per vedere se la moglie sia là. Infine a piedi raggiunge la vicina via Gigli per prendere la Ford e tornare nuovamente in via Dini. Tutto fattibile entro le 4 e mezza- 5 del mattino, quando alcuni cacciatori si danno appuntamento in via Dini, dove non notano alcun movimento.
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