Sicurezza
Misericordia, blitz della Finanza: Cobas, scoprire coperture politiche
Per il sindacato gli attuali vertici «non sono nelle condizioni di decidere di personale e mobilità»
PISA. «L'inchiesta della magistratura faccia chiarezza su tutte le responsabilità, sulle connivenze e le coperture politiche che hanno causato il deficit della Misericordia non destinando i finanziamenti pubblici all'uso per il quale erano stati erogati».
E' quanto affermano in una nota i Cobas di Pisa commentando le perquisizioni della Guardia di finanza effettuate ieri e l'indagine per peculato e altri reati finanziari che vede indagato l'ex direttore della Confraternita pisana. «In questi mesi - aggiungono i Cobas - Misericordia Toscana è stata del tutto assente e il presidente Corsinovi è intervenuto solo per solidarizzare con l'arcivescovo che a detta sua sarebbe vittima di attacchi ingiustificati e per sostenere gli attuali vertici della Confraternita dopo il blitz della Guardia di finanza. Ma per quale ragione, Misericordia Toscana da sette mesi rifiuta l'incontro con lavoratori e sindacati? Forse per non sentirsi dire quello che ora leggiamo sui giornali e che noi denunciamo da mesi mentre altre organizzazioni sindacali preferivano tacere o eclissarsi». Infine, i Cobas auspicano che «le istituzioni locali non facciano come gli struzzi ma convochino subito un tavolo con tutti gli interlocutori e i soggetti imprenditoriali interessati ad acquisire personale e servizi» perché gli attuali vertici della Misericordia «non sono nelle condizioni di decidere esuberi di personale e mobilità: oggi più che mai salvaguardare servizi e personale resta la priorità assoluta a partire dalla salvaguardia di stipendi, posti di lavoro, versamenti contributivi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
